COSTRUIRE NELLA TERRA, PERCHÉ NO?

In passato abbiamo già affrontato il tema delle costruzioni in terra cruda elogiandone le caratteristiche e la capacità di strizzare l’occhio all’ambiente, valutandone pregi e difetti e cercando di capire la reale appetibilità per il mercato.
Varie tecniche tra riscoperta del passato ed innovazione per il futuro, un’amalgama tra architettura ed ingegneria volta al green che fa innovazione in un ambito in cui il progresso, lasciatemelo dire, non è sicuramente un tema prioritario.
Le costruzioni in terra non si trovano soltanto in Medio Oriente, o in quei paesi con cultura del costruire e potenzialità economica così diverse dalle nostre. La riscoperta di questo materiale sta prendendo piede anche alle nostre latitudini anche se non tutti sono pronti ad abitare in una casa di terra.

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Forse però il parere cambia parlando di “costruzioni nella terra”.
A Dietikon, non lontano dalla caotica e modernissima Zurigo, troviamo un vero e proprio “villaggio Hobbit” (per gli amanti di Tolkien e dei Fantasy) che rivede il concetto di abitare e di vivere. Costruzioni dalle forme organiche, visibili solo ad uno sguardo attento, integrate perfettamente e armoniosamente nell’ambiente circostante.
Costruzioni ipogee ospitate dalla terra.
L’architettura Eart Hoses Lättenstrasse prevede abitazioni totalmente o parzialmente ipogee, che vanno ad integrarsi perfettamente con l’ambiente che le ospita (oserei dire che non c’è termine più corretto di ospitare per questo tipo di architettura). Il Complesso di abitazioni “caverna” comprende 9 case di metratura varia tutte su un piano e dotate di giardino esterno.
L’obiettivo dell’architetto Peter Vetsch è quello di creare case – scultura, ospitate dalla terra ed in “simbiosi” con la terra.

Diverso ed eterogeneo può essere il parere su questo tipo di abitazioni, ma sugli aspetti ambientali non c’è possibilità di discussione.
Vengono sfruttati appieno i vantaggi delle normali costruzioni massimizzando gli aspetti positivi derivanti dall’isolamento fornito dal terreno che le ospita e dalla regolazione climatica promossa dalle piante. Riscaldamento naturale in inverno, contenimento della calura in estate, regolazione naturale dell’umidità, protezione dagli agenti atmosferici e inquinanti.

Alla prossima puntata!

di Fabio De Martino 

In copertina: Dopo la pioggia – Rosso di sera © Giorgio Raffaelli
Nel testo: © Vetsch Architektur

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