REALIZZA IL TUO ERBARIO #2

Ci eravamo lasciati qualche tempo fa con i primi passi per costruire un erbario. Ora, nella seconda puntata, nuovi spunti e consigli per scegliere e classificare.

La determinazione del campione deve essere effettuata il prima possibile perché dopo l’essiccazione sarà molto più difficile. L’ideale sarebbe procedere direttamente sul posto prima della raccolta, o al ritorno dall’escursione. Se ciò non fosse possibile, per mantenere il materiale e non farlo appassire, lo si può conservare in frigorifero o immergerlo in un recipiente d’acqua per ridargli freschezza.

Per classificare la pianta è necessario indicare la famiglia di appartenenza, il genere e la specie. Questi dati possono essere scritti sul sacchetto di carta in cui si porrà il campione, oppure fissare ad ogni parte prelevata un cartellino adesivo su cui si scriverà lo stesso numero scelto per contrassegnare la pianta da cui proviene il campione che sarà indicato su di una scheda apposita. Questa fase è tra le più importanti e tra le più complesse per la difficoltà di distinguere esemplari appartenenti a specie talvolta molto simili tra loro nell’aspetto.

A questo proposito, è consigliabile utilizzare un buon libro specifico sulla flora del territorio che evidenzi le caratteristiche principali dei vari esemplari consentendone la determinazione e fornendo anche una dettagliata iconografia.

Identificata la pianta, si può procedere alla sua essiccazione sotto pressa, metodo utilizzato fin dall’antichità per conservarle al meglio e più a lungo.

Imprescindibile, prima di procedere a questa delicata operazione, è pulire e ordinare il materiale, eliminando eventuali insetti con le mani o umidità e polvere con carta da cucina. Se avete raccolto esemplari con fogliame troppo denso o troppi rametti laterali, è necessario procedere allo sfoltimento con un paio di forbici.

I campioni vengono quindi posti tra fogli di giornale o carta assorbente disponendo le foglie ed i fiori ben separati per evitare che restino piegati o attaccati l’un all’altro durante l’essiccazione.

Se i frutti tendono a staccarsi o ad espellere i semi è buona regola staccarli, conservandoli in bustine da allegare al foglio d’erbario. Le parti della pianta troppo voluminose (capolini, rizomi, ecc.) devono essere sezionati longitudinalmente a metà.

Tra i fogli di giornale vanno posti dei fogli aggiuntivi per assorbire l’umidità, poi vanno sovrapposti l’uno all’altro, in modo da formare una pila al termine della quale si porrà un giornale intero sopra la cui superficie saranno distribuiti uniformemente dei pesi. Durante le prime due settimane, i fogli direttamente a contatto coi campioni dovranno essere sostituiti ogni due-tre giorni per evitare la formazione di muffe e marcescenze. Più sarà veloce l’essiccazione, maggiore sarà il tempo di conservazione della pianta stessa.

Per le piante aghiformi (Conifere ed Ericacee) le foglie devono essere immerse, ancora fresche, in glicerina per 1-2 giorni, oppure durante l’essiccazione fissate con lacca direttamente sul foglio d’erbario, questo procedimento è necessario per evitare che si stacchino dai rami.

Per le piante che presentano tessuti carnosi e ricchi d’acqua prima di procedere alla normale essiccazione è necessario privarle dell’acqua in eccesso, tramite alcuni procedimenti: immergendole in acqua bollente e poi, poste tra due fogli di velina, passarvi sopra il ferro da stiro caldo oppure immergerle in alcool per una ventina di minuti o ancora tenerle nel congelatore per qualche tempo. Alla fine di uno qualsiasi di questi trattamenti saranno pronte per essere essiccate.

di Alessandra Piatti

In copertina: Vena verde © Rossella Giannone

One thought on “REALIZZA IL TUO ERBARIO #2

  1. Buongiorno, sono interessata a creare un erbario e ad avvicinarmi a questa materia. Può consigliarmi alcuni testi per conoscere e riconoscere le specie di fiori e alberi? Conosco “Guida pratica ai fiori spontanei in Italia” della Selezione dal Readers Digest e lo trovo ben fatto ma è fuori catalogo.

    Grazie

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