REALIZZA IL TUO ERBARIO

Durante le lunghe passeggiate estive all’aria aperta, in montagna o in campagna ci si può divertire raccogliendo erbe e varie parti di una pianta per creare il nostro personalissimo erbario, che può essere arricchito ogni nuova stagione.
La prima fase è la raccolta delle piante. Il momento migliore è la mattina presto, con il sole, non appena si è asciugata la rugiada mattutina evitando le giornate piovose, con la nebbia o col tempo umido, per ridurre al minimo la formazione di muffe o marcescenze dei vegetali a causa dell’umidità.
Le piante devono essere prive di polvere e sporcizia, in modo da evitare la fase di lavaggio prima di essiccarle, quindi è meglio escludere zone in prossimità di strad­e molto trafficate, impianti industriali, campi trattati chimica­mente. Si consiglia anche di evitare di raccogliere le piante assalite da insetti o lumache e che presentano macchie.
La raccolta delle piante è la fase più semplice. Occorre disporre di alcuni attrezzi come: una piccola vanga o una paletta per dissotterrare le radici, una forbice da giardino, un coltellino appuntito, bustine di carta di varie dimensioni, una cartina del posto, una matita e un taccuino su cui annotare i dati più importanti come il giorno, la località, l’altitudine, l’eventuale presenza dell’uomo nelle vicinanze (fabbriche, città, strade ecc). Inoltre è utile annotare le caratteristiche della pianta “in vivo” come i colori dei fiori, delle foglie e del fusto, l’altezza e il portamento. Questi appunti saranno poi utili nella fase di creazione dell’erbario vero e proprio.

Le parti della pianta appena raccolte, dopo aver ripulito accuratamente le radici dal terriccio, possono essere disposte separatamente su fogli di carta o per velocizzare la procedura conservate in sacchetti di carta.
Si può raccogliere la pianta in toto (con le radici) o le varie parti in diverse stagioni così da poter disporre sia di esemplari sia con fiori che con frutti. Per le specie di dimensioni maggiori rispetto ai fogli dell’erbario, così come per gli alberi e gli arbusti, si prelevano separatamente i fiori (per le piante dioiche che presentano sia fiori maschili che femminili, vanno raccolti entrambi), le foglie, la corteccia o un segmento di fusto della zona intermedia e basale.

Per prelevare la corteccia si praticano due profonde incisioni ad anello attorno al ramo a distanza di circa 10 centimetri, poi un’altra incisione nel senso della lunghezza, che unisce le prime due, e si insinua la punta del coltello sotto i tagli sino ad ottenerne il distacco.
Le radici, se non si preleva la pianta in toto, è preferibile raccoglierle quando la pianta è a riposo, in autunno o in primavera. Vanno dissotterrate e se ne taglia un pezzo, il resto rimane nel terreno, cosicché la pianta possa rigenerarsi.
Le gemme devono essere ancora chiuse e la fogliolina scura e dura (perula), che le copre e protegge, non si deve essere ancora staccata.
I fiori si raccolgono quando sono appena sbocciati, prima che si aprano del tutto.
Le foglie devono essere completamente sviluppate, preferibilmente i getti giovani e più forti. Infine i semi vanno raccolti quando non sono ancora caduti dalla pianta.

L’unica avvertenza è di evitare specie velenose o protette, soprattutto nei Parchi dove è vietata la raccolta pena multe salatissime, inoltre fate attenzione a raccogliere solo lo stretto necessario evitando sprechi inutili.

di Alessandra Piatti 

Foto in copertina: Ginkgo © Michela Medda

 

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