POZIONI D’AUTUNNO

“…L’estate sta finendo… il sole se ne va!!!” come ogni settembre dico addio all’estate, ai costumi, alle granite e ai gavettoni, per tornare in un periodo un po’ più stressante dal punto di vista lavorativo, ma anche più rilassante perché il freddo e i colori autunnali mi fanno un ‘effetto bradipo’ quasi letargico. Ed è proprio in settembre che riprendo una pratica a me cara, rispolverando la tisaniera, il bollitore e tante erbe. Un po’ come coccola giornaliera, un po’ per riscaldarmi e un po’ per trarre comunque beneficio dalle virtù delle piante, mi prendo una manciata del mio tempo a fine giornata per dedicarmi alla preparazione di ‘pozioni’ comunemente dette tisane o macerati o decotti. La differenza è tutta nel tempo di infusione: le tisane o infusi sono più blandi, la preparazione consiste nel versare acqua bollente su fiori, foglie, semi, radici e lasciare riposare a pentola coperta per un tempo variabile in base alla parte della pianta utilizzata, in genere non si superano i sette minuti. I decotti sono più concentrati, si praticano quando l’estrazione delle sostanze attive delle piante è meno facile, di solito si prepara mettendo la parte della pianta in infusione già in acqua fredda e lasciandola bollire per alcuni minuti; mentre la macerazione è il risultato di un ‘riposo’ più o meno lungo di fiori, foglie, semi, radici, cortecce, in un liquido (come acqua, alcool, aceto); il tempo varia da poche ore ad alcuni giorni. La macerazione in acqua non deve superare la mezza giornata perchè un tempo maggiore svilupperebbe colture di batteri. In tutti e tre i casi, alla fine del processo, il liquido viene filtrato con un colino o una garza e, se si vuole, dolcificato con miele.
Quindi la sera prima di coricarmi, quando ormai è tutto silenzioso, apro il mio armadietto e tra i vari vasetti di vetro, dove metto le erbe comprate etichettandole in base alla data d’acquisto e al loro nome, scelgo quelle per me più indicate a quel momento. Di solito non mancano mai le foglie essiccate di betulla, ideali per stimolare la diuresi o il gonfiore dovuto ad un eccessiva alimentazione; la camomilla per sonni beati, le foglie di eucalipto per placare la tosse, i semi di finocchio e la liquirizia per facilitare la digestione, la malva per le infezioni delle vie urinarie, la menta per stimolare l’appetito e per ridurre la nausea, il tiglio per il raffreddore e per rilassarsi.
In realtà, una volta che si conoscono un po’ le proprietà delle varie piante ci si può sbizzarrire in mille ricette e una volta preparata la miscela chiuderla in un vasetto di vetro, possibilmente opaco, etichettarlo con la data e il nome e usarlo quando se ne ha bisogno.
I miei “must” sono sicuramente: la ‘tisana della buona notte’ composta da tre parti di tiglio e tre di malva a cui aggiungerne due di lavanda e due di arancio amaro (su 100g di prodotto sarebbero: 30g di tiglio, 30g di malva, 20g di lavanda e 20g di arancio amaro); la ‘tisana digestiva’ dove non mancano mai il finocchio e la liquirizia in parti uguali, a cui a volte aggiungo la menta o l’angelica in minor quantità, la ‘tisana primavera’ ideale nei cambi di stagione per depurarsi un po’, con tarassaco e bardana; in inverno invece miscelo timo, eucalipto e malva per la tosse e raffreddore, mentre per l’acne, di cui aihmè soffro, bevo spesso infusi di bardana, achillea e lavanda. Per la ‘tisana natalizia’ uso una ricetta tutta alto tesina con tre parti di cannella, due di zenzero, due di anice stellato, una di pepe rosa, una di rosa canina, una di scorza d’arancia e se si vuole bucce di mele bio essiccate, bella anche da vedere e da regalare.
Insomma anche se dobbiamo salutare la bella stagione, quelle che arrivano non sono poi così brutte e possiamo gustarcele appieno, addolcendole un po’ rilassandoci con le tisane magari accompagnate da miele e tanti biscotti!

di Alessandra Piatti

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