DALLA NATURA, OLII PER IL CORPO

Tra gli olii da tavola, il più conosciuto è quello d’oliva ma negli ultimi anni ne sono arrivati di nuovi dai posti più remoti e sono utilizzati da tutte le donne del mondo, non solo a scopo alimentare ma anche di bellezza, come l’olio d’argan, di baobab o di jojoba.
Gli olii in genere sono molto idratanti, ideali soprattutto nella stagione fredda per mani e piedi screpolati, per pelli sensibili o d’estate come dopo-sole per lenire le pelli arrossate. Si possono utilizzare così, semplici, dopo la doccia sulla pelle umida oppure con l’aggiunta di oli essenziali, o come oleoliti ed unguenti.
Ma che cos’è un oleolito? È un olio in cui sono rimaste a macerare delle erbe per un certo periodo di tempo. In questo modo i principi dermatologicamente attivi delle piante vengono estratti. L’oleolito di camomilla, ad esempio, è lenitivo; quello di calendula antinfiammatorio, quello di iperico antidolorifico, e quello di eucalipto balsamico.

Come preparare un oleolito
Si possono utilizzare sia vegetali secchi (foglie, fiori, radici, fusti) facilmente reperibili in erboristeria, sia freschi, raccolti in giornate di sole, in tarda mattinata quando l’umidità notturna si asciuga. Alcune piante, come la calendula, la camomilla e l’arnica, devono però essere essiccate per evitare di deteriorare il prodotto, data l’alto contenuto d’acqua.
Bisogna mettere in un recipiente di vetro con coperchio le erbe officinali e ricoprire con l’olio prescelto nella proporzione di 1 parte di erbe secche e 5 parti di oli. Chiudere il vaso e lasciare uno spazio di aria di un centimetro sotto il tappo, per evitare che l’olio si surriscaldi.
Se le piante dovessero contenere ancora acqua, coprire il vaso con un telo in modo da permetterne l’ulteriore evaporazione.
Lasciar macerare il tutto per 15-20 giorni, agitando il recipiente una volta al giorno.
Per iperico e calendula il vaso va esposto al sole mentre le altre piante devono essere solo tenute in un posto caldo.
A fine macerazione si filtrerà l’oleolito con una garza sterile e si spremeranno le erbe residue per recuperare tutto l’olio. L’oleolito si conserva in bottiglie scure al riparo da fonti di calore e se ben conservato dura anche due anni, può essere utilizzato da solo oppure incorporato nelle creme, in oli per il corpo o in unguenti.

Le virtù degli oleoliti
Oleolito di Arnica montana (fiori), prevalentemente utilizzato a scopo antinfiammatorio.
Oleolito di Iperico (parti aeree della pianta), utilizzato in fitocosmesi come cicatrizzante (promuove la rigenerazione del tessuto, non va usato su ferite aperte ma è ottimo per es. sulle smagliature e scottature), lenitivo in ustioni solari (non usare prima di esporsi al sole perché contiene principi fotosensibilizzanti).
Oleolito di Camomilla (fiori), possiede proprietà disarrossanti e lenitive.
Oleolito di Calendula (fiori), usato per le sue proprietà lenitive e cicatrizzanti.
Oleolito di Edera (foglie), utile nel trattamento degli inestetismi della cellulite.
Oleolito di Rosmarino e Lavanda, da usare in caso di dolori muscolari.

di Alessandra Piatti

In copertina: Cosmetics and lip-sticks © Plashing Vole

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