PAPA’ E BEBE’

Si aggira tra i passeggini in lega di titanio e ruote da enduro con sguardo sognante, impara a distinguere le taglie dei pannolini come ancora non sa fare con la sua biancheria intima, inserisce i ganci Isofix tra i parametri essenziali nella scelta dell’auto da acquistare, parimerito con i cerchi in lega.
In casi estremi, rinuncia alla partita di Champions League in favore di un cartone animato su Rai yoyo.
Se nel vostro compagno o marito riconoscete questi segnali, la diagnosi è quasi scontata: da semplice uomo si è trasformato in papà. Precisamente, nel papà moderno, che nell’ultimo decennio ha soppiantato il “padre” delle passate generazioni.
Basta che ognuna di noi faccia un rapido confronto tra i nostri padri e i nostri mariti per notare quanto si sia evoluta socialmente questa figura fondamentale nella vita dei bambini, diventando a tutti gli effetti l’altra metà del loro cielo, insieme alle mamme.
Anni addietro la cura dei figli era delegata si può dire in toto alle madri, dal nutrimento alla pulizia, dalla salute all’abbigliamento, dalla gestione spiccia delle faccende pratiche all’educazione morale e religiosa.
Il padre era chiamato a intervenire solo in casi di urgenza, quando la madre esasperata lo citava a spauracchio del figlio insolente:”guarda che lo dico a tuo padre”, modo rapido per rientrare nei ranghi. O in casi di decisioni su richieste particolari dei figli, dove il padre fungeva da giudice finale dopo lunghe intermediazioni materne. Ancora, il controllore severo delle pagelle a fine quadrimestre. Una situazione dettata certamente dalla maggiore presenza a casa delle madri rispetto ai padri, in passato, ma non solo. Il vero cambiamento è avvenuto grazie alla presa di coscienza dei padri dell’importanza e della ricchezza che questo ruolo può regalare alle loro vite.
Il papà ha scoperto la bellezza di un rapporto pieno con i suoi figli, e si prende finalmente quel che di diritto gli spetta, cioè la paritaria voce in capitolo sulla prole al pari delle mogli. Il divertimento e la gioia di condividere il percorso di crescita del suo bambino, che guarderà a lui come esempio, compagno di giochi, persona con la quale confidarsi e a cui appoggiarsi, senza timore e senza che per questo venga meno l’autorevolezza del ruolo genitoriale. Al pari delle madri.
Sempre che noi madri glielo permettiamo. Perché ammettiamolo, se vogliamo sappiamo essere tremende. Guardiamo con orgoglio e gioia a questo nuovo rapporto, che arricchisce la nostra famiglia, e grazie al quale possiamo avere attimi di respiro in più, ma siamo sempre pronte a tarpare le ali a questi volenterosi papà. La convinzione di essere più brave di loro a gestire i nostri figli, di essere le uniche depositarie della verità, del senso del giusto e dello sbagliato, l’arroganza nell’intervenire su tutto può minare questo nuovo, bellissimo, equilibrio in costruzione.
Arriva ad esautorare ingiustamente il papà agli occhi del bimbo, e a non valutare lucidamente il totale amore e la cura che anche lui nutre per suo figlio, al pari nostro.
Ieri era la festa del papà, l’occasione giusta per riflettere su questo tema e, insieme a una fetta di torta, fare un regalo ai papà dei nostri bimbi, imparando a dire grazie e a chiedere scusa.

Grazie per la quotidiana condivisione della faticosa gioia che la vita familiare ci impone.

Grazie per l’aiuto concreto nelle faccende domestiche.

Grazie per aver scoperto che mostrare i propri sentimenti ed emozionarsi per l’abbraccio di un figlio non è solo cosa da donne.

Scusa, quando abbiamo supervisionato il cambio di un pannolino come fosse un esame all’università.

Scusa, per tutte le volte che non ci siamo fidate.

Scusa, per ogni rimbrotto pronunciato davanti ai figli.

Scusa, per tutte le volte in cui abbiamo interrotto un momento di gioco con i figli ritenendolo pericoloso o inadeguato.

Scusa, per le troppe volte in cui ci siamo arrogate diritti maggiori sui figli rispetto ai padri, citando la natura come giustificazione.

Scusa, per le volte in cui abbiamo sottovalutato l’amore di padre in favore dell’amore di madre.

Scusa, perché dimentichiamo sempre che se siamo madri, il cinquanta per cento del merito è dei padri.

Buona festa del papà a tutti!

di Giovanna Zanini

 

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