MAMME, BEBE’ E REGALI NATALIZI

Nel momento in cui scrivo mancano tredici giorni e due ore al giorno di Natale.
Immagino che, come accade a me, anche per tutti voi sia partito il countdown per la ricerca del regalo adatto alla persone care, il che si traduce da qui alla Vigilia in pazze e affannose corse all’ultimo acquisto. Spendiamo parecchie energie ed elucubrazioni mentali in queste attività, mentre invece dovremmo preoccuparci di acquisti altrui ben più problematici e “invasivi” dei nostri: i cadeau di nonni, zii e parentado vario per i nostri figli.
I parenti, a differenza nostra, non si affannano nella ricerca di alcunché. Loro semplicemente comprano. Da agosto in poi, incamerano qualsiasi oggetto, indumento, giocattolino delizioso, così carino “ che non potevo proprio lasciarlo lì”, con la scusa che “tanto glielo daremo a Natale”…peccato che, giunto Natale, la mole di regali sia sufficiente a soddisfare le esigenze di gioco di un intero asilo!
Sono peraltro inutili tutte le raccomandazioni di noi genitori al risparmio, i discorsi sulla povertà nel mondo e sull’inadeguatezza di una tale sovrabbondanza, le indicazioni su acquisti forse meno attraenti per i piccoli ma molto più utili per i genitori nella cura dei bimbi stessi ( i vari seggiolini, seggioloni, sdraiette, ecc…), che inoltre hanno sempre un costo ingente, tanto che un aiuto economico in questo senso non guasterebbe affatto.
Agli zii, forse ai nonni soprattutto, pare che i nostri bambini non possano proprio divertirsi e crescere serenamente senza gli ultimi ritrovati della scienza del giocattolo, dal cagnolino robotico al tablet formato mignon.
Guai poi a cercare un dibattito sulla situazione: nella migliore delle ipotesi, ogni commento viene tacciato di severità eccessiva o liquidato con frasi del tipo “ anche tu da piccola hai ricevuto parecchi doni dai nonni, ora è giusto che li abbia la bimba!”
Nella peggiore delle ipotesi, nel caso di parenti facilmente suscettibili, si rischia addirittura l’incidente diplomatico pre-natalizio…e allora, per non offendere nessuno, si tace.
Non vorrei essere fraintesa: viva i nonni, per tutto l’aiuto che ci danno con le nostre piccole pesti, viva tutto l’amore che riversano quotidianamente sui nostri figli a mo’ di fontana.
E’ comprensibile (e parlo con cognizione di causa, essendo stata anch’io, in passato, una zia dallo shopping compulsivo per i miei nipoti!!) il desiderio di donare ai bimbi qualcosa in segno del nostro affetto, ed è bellissimo osservare un piccolino mentre scarta il pacchetto regalo con trepidazione, e vedere la gioia nei suoi occhi una volta scoperto il dono…ma ogni genitore sa che questi momenti durano in genere una manciata di secondi. I nostri figli, attratti dalla montagna di pacchetti, passano con rapidità e disinvoltura da una carta regalo all’altra, per poi accatastare tutto insieme in un angolo e giocare, il più delle volte, con il telecomando o con il portafoglio della mamma. Spesso noi adulti non ci rendiamo conto che agiamo più per soddisfare un nostro piacere che non per un reale bisogno o richiesta dei bambini.
Un esempio pratico? Viola ha compiuto da poco due anni, e come da copione, ha ricevuto circa 15 pacchetti, solo dai nonni e dagli zii. Io e il suo papà le abbiamo nascosto tutti i regali tranne due, e lei non se ne è nemmeno accorta. Poi ogni tanto gliene proponiamo uno, facendo sparire per un po’ di tempo i giochi con cui ha giocato sino a quel momento. Così facendo, per lei è sempre una festa, perché ha sempre stimoli nuovi, ma ben dosati, che le consentano di divertirsi concentrandosi però su quel che sta facendo, sull’oggetto con cui sta giocando senza la distrazione di mille novità tutte insieme, davvero difficili da gestire per bambini così piccoli.
E’ solo un piccolo suggerimento, ma efficace, che abbiamo imparato in questi primi due anni di vita della nostra bimba, e che consigliamo a tutti.
E poi, consolatevi, cari genitori, tendenzialmente i regali sono inversamente proporzionali al numero di figli che avete…è ovvio che se i figli aumentano, i nonni sono costretti a suddividere doni e attenzioni tra più pargoli…pensateci, a meno che non siate sostenitori del figlio unico!

di Giovanna Zanini

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