MAMMA TV

Tutte, ma proprio tutte le famiglie, nonostante la crisi economica, possono dire di avere in casa una baby sitter eccezionale e quasi a costo zero. E tutte, ma proprio tutte, se oneste, devono ammettere che almeno una volta al giorno invocano il suo aiuto. Non è Mary Poppins, ma gli effetti magici che sprigiona possono ricordarla parecchio. È la TV. Ora alcune madri, scandalizzate, non andranno avanti nella lettura, probabilmente quelle i cui figli non hanno ancora raggiunto i due anni di età. Le altre invece, con un pizzico di vergogna misto a sollievo per aver scoperto che non sono le uniche a ricorrervi, annuiranno e ammetteranno che nonostante i proclami di pediatri e delle esperte tate in carne e ossa (che predicano, guarda caso, dal pulpito di un programma televisivo!), la televisione è uno strumento che può davvero risolvere o quantomeno aiutare a gestire piccole crisi familiari.
Lungi dal voler qui sponsorizzare il parcheggio dei figli sul divano davanti allo schermo per intere giornate, si tratta solo di non demonizzare la vista di uno o due cartoni animati in momenti critici della nostra quotidianità. Se il nostro piccino ci chiede di vedere la tv dopo aver bevuto il latte al mattino, e prima di uscire trafelati di casa, mentre noi dobbiamo finire di vestirci o abbiamo necessità di recarci in bagno per due secondi (eh sì, anche le mamme usufruiscono del bagno!) con la garanzia che nel frattempo nostro figlio non si arrampichi sulle mensole del salotto, ecco che il cartone animato sembra la soluzione migliore. E se al rientro dal lavoro alla sera, magari anche con le borse cariche della spesa settimanale da riporre in dispensa, prima che i pesci surgelati tornino a nuotare nell’acqua dello scongelamento, e prima di mettersi ai fornelli per preparare quanto di più simile a una cena per la famigliola, accendiamo dieci minuti la tv per neutralizzare i nostri bimbi, non credo ci sia da provare rimorso alcuno.
Chiamasi sopravvivenza. O arte di arrangiarsi, come preferite. Il punto focale è sempre lo stesso, la misura e il buonsenso che i genitori devono mostrare quando si parla dei propri bambini. In questo caso tale buonsenso si traduce, oltre che nella valutazione del tempo concesso per la visione, nella scelta del programma televisivo giusto. Il digitale terrestre negli ultimi anni ha ampliato parecchio l’offerta del palinsesto, creando canali tematici che risolvono alla radice il problema di visioni scorrette da parte di un pubblico troppo piccolo per certe trasmissioni. Ci sono canali dedicati ai bimbi in età prescolare, altri per bambini più grandicelli, da scuole elementari e medie, sino a canali “ di transizione”, per così dire, che traghettano gli adolescenti sino al palinsesto comune. Non solo sitcom, fiction o cartoni animati, ma anche approfondimenti scolastici, programmi in lingua straniera con relativi sottotitoli, offerte formative di tutto rispetto.
Nel caso dei canali dedicati ai più piccoli, diciamo circa dai due ai cinque anni (quelli che per esperienza diretta conosco meglio), i cartoni animati hanno caratteristiche che li rendono davvero attrattivi per i piccoli utenti, mostrando contemporaneamente alle madri il rispetto per la loro tenerissima mente in formazione. Innanzitutto sono molto brevi, generalmente meno di cinque minuti per episodio. I personaggi e il mondo in cui questi vivono sono stilizzati e colorati con tinte pastello, mai troppo invasive. Le storie riprendono scene di vita quotidiana che i nostri figli possono riconoscere nella loro vita reale, incluse le relazioni genitori-figli e i primi rapporti di socializzazione, ad esempio con i compagni di scuola materna, o i bambini incontrati al parco giochi; le canzoncine brevi e orecchiabili, sempre presenti in ogni episodio, fanno da contorno e stimolano il bambino alla ripetizione delle stesse.
L’attuale proliferare di pupazzi e giocattoli dedicati ad alcuni di questi cartoni animati nei punti vendita mi fa pensare di non essere l’unica madre (e mia figlia l’unica utente) a ritenere tutt’altro che diseducativo un uso parsimonioso e mirato della tv nella nostra giornata. Tenendo sempre presente l’età dei nostri bambini, la circoscrizione temporale delle visioni che concediamo, e il telecomando in tasca, per evitare inopportuni cambi di canale e per spegnere al momento giusto.

di Giovanna Zanini

In copertina Televisione e cartoni animati  © Duloz cats http://is.gd/rrbxuj

One thought on “MAMMA TV

  1. Bello il dossier di Focus sulle serie tv: personaggi, costruzione trama, organizzazione e soprattutto che zone del nostro cervello stimolano…

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