IN CUCINA COL BEBE’

Una ciotola, un mestolo, un grembiule. E poi, uova, farina e burro. Al loro cospetto, nulla valgono le bambole parlanti, i videogiochi, le macchinine radiocomandate. Anche il balocco più tecnologico sbiadisce dinanzi all’alchimia creativa promessa dagli strumenti di cucina.
Sarà per il processo di emulazione verso le figure genitoriali, sarà che in questi ultimi anni è scoppiata una moda culinaria che ha invaso libri, film, programmi televisivi di ogni genere e specie; qualunque sia il motivo, i bambini adorano cucinare, o fingere di farlo.
Da sempre le cucine in miniatura sono uno dei giochi più presenti nelle nostre case, e a ben vedere i più usati. Anche nelle scuole dell’infanzia la cucina merita un posto d’onore tra i giochi disponibili, ed è sempre la più fornita e la più ambita.
Pentolini, lavelli, tazzine, frutta e verdura finte, per non parlare dei pezzi di formaggio e dei polli plastificati sono capaci di intrattenere i piccoli per ore intere,mettendoli alla prova nella preparazione di improbabili pasti a base di terra, erba e fagioli secchi,che poi vengono offerti tronfi ai genitori, con la pretesa che questi assaggino le loro creazioni.
Figurarsi l’attrattiva che la cucina esercita quando i cibi di plastica vengono sostituiti da ingredienti reali!

Chi ama misurarsi in cucina conosce la soddisfazione di sentire singoli elementi che si fondono sotto l’opera delle proprie mani a formare qualcosa di nuovo, e possibilmente buono. Cucinare ha quell’aspetto magico che ti fa sentire un po’ come la strega davanti al calderone delle pozioni: aggiungi questo, aggiungi quello, mescola ed ecco il risultato!
Certo, dovendo cucinare tutti i giorni, quell’aura di magia fatica a farsi riconoscere da noi adulti in ogni preparazione. Per ritrovarla, basta chiedere ai nostri bambini se vogliono cucinare con noi.
D’improvviso tutto torna magico. Ci si prepara con il grembiulino, si lavano le manine, si pesano gli ingredienti e poi si comincia.
Il tuo bambino tiene salda la ciotola mentre tu aggiungi un ingrediente. Mescola serio, fiero del suo compito. Aggiungi un altro ingrediente, l’impasto prende forma, il sorriso del tuo bambino per quella magica trasformazione comincia ad allargarsi. Arriva il momento tanto atteso: lavorare l’impasto con le mani! Schiaccia, gira, stendi, infarina, taglia le formine, stendi di nuovo, ancora farina. Al tuo bambino non sembra vero di poter divertirsi mentre si fa una cosa da grandi: è come giocare con la pasta modellabile, con il vantaggio che qui l’impasto si può anche mettere in bocca!

E poi si inforna. Gli occhi del tuo bimbo fissano implacabili il forno, per controllare attraverso il vetro che tutto vada come deve andare. Magicamente, il lievito fa alzare l’impasto, il profumo del cibo pervade la cucina. E’ ora di sfornare, e di sentire tuo figlio che esclama: “Che bello! E l’ho fatto io! L’abbiamo fatto noi! Adesso possiamo mangiarlo mamma?”
Si, possiamo mangiarlo, e siamo certi di aver compiuto un’altra magia, la magia dello stare insieme, del condividere un’esperienza sensoriale (di tatto e di gusto) con i propri figli.
Peccato davvero non poter completare l’opera con un ultimo incantesimo: pulire e risistemare con un colpo di bacchetta il piano di lavoro e il pavimento sottostante, trasformatisi per magia in un campo da battaglia!

di Giovanna Zanini 

In copertina: © muscolinos

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