GINNASTICA PER IL CORPO E PER IL CUORE

Credo che la natura abbia escogitato la crescita del pancione in gravidanza per consentire alla donna una graduale presa di coscienza su due fronti. Il primo, ovviamente, è lo stupore meraviglioso di una nuova vita che piano piano cresce dentro il suo corpo, grazie al suo corpo, alle sue cure, alle sue attenzioni, sempre più necessarie col passare dei mesi. Piccolo anticipo della stupenda responsabilità che attende la donna alla nascita del bimbo. Il secondo fattore, meno poetico ma altrettanto reale, è la consapevolezza che quel corpo da ragazza, che si trasforma di giorno in giorno in un corpo da mamma, cambia inesorabilmente, cambierà fino a quando partorirà. E non tornerà più lo stesso.
Rassegniamoci, è così. Nemmeno le starlette della tv, con una schiera di visagisti, massaggiatori e personal trainers, saranno più quelle di prima. Anche se si impegnano molto per farvi credere il contrario. Una smagliatura qua e là, un seno meno tonico, quei fianchi un po’ più larghi che cerchiamo di strizzare nei jeans di prima…che ovviamente non stanno al gioco. Qualche chiletto in più nei punti critici, quasi sempre la pancia: da tappeto elastico a mongolfiera in nove mesi e ritorno, poverina, come può non subire contraccolpi?
Tutte le riviste per mamme dedicano spesso una sezione a cibi mirati per perdere peso, o a esercizi specifici per le zone critiche . Non ne ho mai provato uno.
Penso che come una donna accetti e scelga, con un figlio, l’idea che la sua vita non sarà più la stessa, così debba fare pace con il suo nuovo corpo, e i piacevoli (o meno) ricordi lasciati su di lui dal passaggio del suo piccino.
Questo non significa ovviamente lasciarsi andare, non sarebbe giusto né per sé, né per i propri compagni. E’ doveroso dedicare del tempo alla cura di sé, probabilmente riscrivendone tempi e luoghi.
Pigra come sono, non ho mai fatto molto esercizio nemmeno prima della gravidanza, figuriamoci dopo, quando anche il tempo per spalmarsi la crema ci sembra superfluo rispetto alle mille cose da fare.
Però ho scoperto una ginnastica stupenda: quella fatta insieme alla mia piccolina.
Messe da parte la corsa, il fit boxing, l’hydrobike, per le mamme sono nate negli anni diverse proposte per vivere momenti di attività fisica con il proprio bimbo.
Addirittura prima che questi nasca, esistono i corsi di nuoto per gestanti. Un’ora immerse nell’acqua tiepida, che sostiene il pancione e allevia i dolorini quotidiani, una nuotata blanda ed esercizi per il rilassamento. La mamma nuota in piscina, il suo bimbo nuota dentro di lei, in armonia completa.
Quando poi finalmente i nostri bambini vengono al mondo, intorno ai tre mesi possiamo dedicarci con loro ai corsi di acquaticità neonatale.
Chiunque li abbia provati descriverà questa esperienza con le stesse parole: emozionante, divertente, estraniante, totalizzante.
Emozionante, perché quel gruppetto di cinque, sei mamme immerse nell’acqua con i loro pesciolini stretti al cuore non può essere altrimenti.
Divertente, perché le diverse reazioni dei bimbi all’incontro con l’acqua si manifestano in smorfie e versetti esilaranti.
Estraniante, perché in quella mezz’ora esiste solo la mamma col suo bebé, abbandonati in un reciproco abbraccio.
Totalizzante, per tutti questi motivi.
Una volta usciti dall’acqua, arriva la parte più difficoltosa del corso: la doccia.
Correre negli spogliatoi per non far prendere freddo ai bebé, farsi la doccia con un esserino sgusciante in braccio, cercando di lavarlo con cura per togliere tutto il cloro, uscire dalla doccia e vestire il più rapidamente possibile il piccolo, tenerlo fermo sul fasciatoio con una mano mentre con l’altra ci si toglie il costume e ci si veste. Prendere in braccio il bambino, mettersi sulle spalle la giacca e il borsone, e arrivare finalmente all’auto per tornare a casa. Di certo abbiamo faticato; non avremo probabilmente allenato i tricipiti e gli addominali, ma ci siamo concentrate sull’allenamento del muscolo più importante: il cuore.
Non è forse ginnastica, questa?

di Giovanna Zanini  

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