SETTEMBRE: TEMPO DI…SCUOLA MATERNA

Settembre è un mese strano, di transizione.
Porta in sé gli ultimi sprizzi d’estate, così come i primi segnali d’autunno; giornate calde, ancora da t-shirt, e serate accompagnate dal maglioncino. Sole splendente in un cielo limpido che avvolge alberi le cui foglie verdi mutano pian piano verso il rosso e l’arancione.
E’ il mese in cui tutto riprende dopo la pausa estiva. Rigenerati dalle vacanze, a settembre pare sempre che inizi un nuovo anno, anche se in realtà mancano tre mesi alla fine dello stesso.
Settembre è quel mese che tutti un po’ temiamo, perché ci riporta al rigore dopo i fasti vacanzieri, e al tempo stesso aspettiamo trepidanti, proprio per quella sensazione di novità, di cambiamento, quella lista di progetti che caratterizza l’avvio o la ripresa di una percorso.
E’ il mese in cui ricominciano le scuole, compresa la scuola materna (o dell’infanzia), insomma l’asilo. Le stesse sensazioni che percepiamo noi vengono avvertire dai nostri figli. I centri commerciali sono zeppi in questi giorni di bambini e ragazzi tutti eccitati nel riempire i carrelli di gomme, penne colorate, compassi, temperamatite dalle forme più improbabili, materiale di cancelleria che forse mai utilizzeranno (chi ha mai capito per esempio a che cosa serve la gomma pane, potrebbe spiegarmelo?), entusiasti dell’acquisto come non lo saranno mai per il loro effettivo uso. Perché tutto ha il sapore di nuovo.

Persino i più piccoli non sono immuni al fascino settembrino.
La mia bambina, concluso il primo anno di asilo, si è guadagnata di diritto la medaglia e il passaggio alla categoria dei mezzani, salto nella scala gerarchica che l’ha resa veramente orgogliosa.
Un titolo che ha scatenato in lei una serie di aspettative e di propositi per il nuovo anno scolastico.
La voglia di dimostrare di essere cresciuta e di aiutare i piccoli in difficoltà: “Adesso che sono mezzana, devo consolare i bimbi piccoli che piangono perché vogliono la mamma…tanto io so che la mamma arriva sempre dopo il pranzo!!”
La curiosità di scoprire i nuovi compagni arrivati in classe, e quella di vedere i vecchi compagni ormai grandi che ora indossano il grembiule nero anziché quello a quadretti.
Il desiderio di ritrovare le affettuose maestre e il loro personale modo di rapportarsi a ognuno dei bimbi che seguono.
L’eccitazione per tutte le nuove attività e le esperienze che verranno vissute in classe insieme agli amichetti.

La volontà di farsi trovare cresciuti, di giustificare anche con i comportamenti quel titolo di mezzana guadagnato grazie all’anagrafe.
Quindi , come gli ultimi giorni di asilo a giugno sono stati costellati di “quando cominciano le vacanze?”, così gli ultimi giorni di vacanza sono passati tra le lamentele “perché io senza l’asilo mi stufo, mi mancano i miei amici, e poi adesso sono una mezzana, devo andare all’asilo”.
E infine arriva il fatidico momento in cui l’asilo ricomincia.
Zainetto in spalla, sorriso a trentadue denti, camminata saltellante fino all’ingresso. E poi, baci e abbracci alle bidelle, al cuoco, alle maestre, e via subito a impastare la pasta di sale. “Ciao mamma, devo giocare, ci vediamo più tardi”.
Lei è cresciuta, è una mezzana orgogliosa di se stessa e felice, e io esco dall’asilo per dirigermi al lavoro.
Senza zainetto, senza saltellare, ma sorridendo, cercando di mettere nella mia giornata lo stesso entusiasmo mostratomi dalla mia bambina.
Dai figli, si sa, c’è sempre da imparare.

di Giovanna Zanini  

In copertina: Sorrisi © Maria Adele

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