BEBÉ, SPORT E TEMPO LIBERO

Recentemente ho letto che i bambini italiani sono tra i più pigri d’Europa, e di conseguenza, anche tra i più cicciotelli a rischio di obesità infantile.
L’articolo era corredato da statistiche e indagini svolte da esperti del settore, che elencavano impietosi i seri pericoli di salute in cui i nostri bambini potrebbero incappare a causa della loro sedentarietà. A seguire, una tabella con le possibili strategie risolutive.
Un’alimentazione più curata, privilegiando la scelta di frutta e verdura, cibi cucinati semplicemente, riducendo merendine e intingoli vari; e fin lì, nulla da obiettare. Riduzione del tempo passato sul divano imbambolati dinanzi alla tv, e anche qui, nulla da eccepire.
Infine, l’attività fisica ideale che i nostri figli dovrebbero svolgere.
Si parlava di un’ora al giorno di movimento libero, quello legato al gioco, per intenderci; di circa due ore settimanali per l’attività fisica scolastica; di un’ora a settimana per gite e passeggiate all’aperto; di tre/cinque volte a settimana per le attività sportive extra scolastiche e organizzate.

Sono rimasta basita.
Se non vado errando, i giorni della settimana erano, sono e saranno sempre sette, di cui cinque lavorativi e due di meritato riposo. Quindi secondo gli esperti i nostri bambini dovrebbero idealmente praticare uno sport fuori casa ogni giorno, o se proprio non ci si riesce, almeno un giorno sì e uno no.
Domanda: ma gli esperti hanno dei figli?
Nei famosi cinque giorni lavorativi i genitori, appunto, lavorano, mentre i bambini sono all’asilo o a scuola. Attività che li impegna per quasi tutta la giornata. I piccini all’uscita dell’asilo sono talmente stanchi che è già un’impresa farli mangiare senza che la loro testa finisca ciondolando nel piatto. I più grandicelli della scuola elementare hanno ormai praticamente tutti almeno tre rientri pomeridiani, a cui si devono aggiungere i compiti e, per chi frequenta la parrocchia, anche un pomeriggio dedicato al catechismo.

Se consideriamo che sempre i famosi esperti dicono giustamente di mettere a nanna i piccoli presto, in modo che dormano le dieci ore necessarie al loro fisico, dove incastrare tutto questo benedetto sport?
Tocca relegarlo al fine settimana, quando noi genitori siamo liberi dai vincoli lavorativi e i piccoli dai doverosi obblighi di istruzione. Cioè, tocca fare sport quando tutti quanti vorremmo oziare allegramente in famiglia.
E quale sport scegliere per i bambini? Le offerte in questo senso sono disparate, anche se gli sport di squadra richiedono necessariamente un impegno tri-settimanale. Forse per questo la piscina con i suoi corsi di nuoto resta la scelta preferita di noi genitori di bimbi piccini.
Uno sport utile alla sviluppo armonico del fisico, divertente per la presenza dell’acqua, e spendibile lungo tutta la vita… Perché saper nuotare è come saper andare in bicicletta, devi saperlo fare!
Un’ora a settimana, finché i bambini non hanno almeno otto/ nove anni, per me, per come intendo io l’infanzia, è più che sufficiente.

Esiste infatti secondo me il rischio opposto, ossia quello di imporre ai nostri figli un surplus di attività che sfianca loro nel praticarle, e noi genitori nel correre come palline di un flipper da una parte all’altra per accompagnarli.

Insomma, se anche noi alla fine della settimana lavorativa siamo stanchi, e ci piace dimenticare l’orologio per due giorni, assecondando blandamente la nostra voglia di riposo, perché negare questa gioia ai nostri bambini?
Avranno pure il diritto di riposarsi anche loro? Di dormire un’ora in più al mattino, giocare con mamma e papà, mangiare con più calma, magari accoccolarsi sul divano a leggere una fiaba o guardare un cartone animato? Passare la giornata in tuta, uscire a fare una passeggiata tutti insieme?
Avranno per due giorni a settimana anche il diritto di annoiarsi? O dobbiamo riempire la loro vita come l’agenda di un rampante manager?

Finché i nostri bambini sono piccoli, impariamo a goderceli; compriamo loro un sacchetto di patatine in meno, per evitare i chili in eccesso, e lasciamoli liberi di giocare come credono, con la fantasia, nella loro stanza e nella loro casa.  Teniamoceli stretti, condividiamo il tempo libero con loro, anche nel gioco, senza forzarli ad uscire di casa.
Tanto lo sappiamo, arriverà anche per loro il momento in cui ci chiederanno di fare calcio, judo, atletica, danza classica, equitazione, pallavolo, eccetera. Arriverà anche per loro il momento in cui vorremmo forzarli a stare in casa, ma dovremo lasciarli uscire…

di Giovanna Zanini 

In copertina: Mia! Mia! Miaaa! © Fabiana

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