ARIA ASSASSINA

Tumori e inquinamento. Il legame c’è.
A dirlo è la rivista Lancet Oncology che ha pubblicato l’esito di una ricerca condotta su nove paesi europei, Italia inclusa, dal 2003 ad oggi.
Obiettivo dello studio è stato valutare l’associazione tra esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico e l’incidenza del cancro ai polmoni nelle popolazioni europee.

Per farlo, sono stati analizzati i dati provenienti da trecentomila europei divisi in 17 studi di coorte (per coorte si intende un gruppo di individui che viene seguito nel tempo, di cui viene rilevata l’esposizione a un determinato fattore di rischio e il potenziale insorgere della malattia in termini di probabilità).
Il fattore di rischio, rappresentato dal livello di polveri sottili presenti nell’aria (in particolare PM10 e PM2,5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento e alle attività industriali, ha mostrato un’associazione statisticamente significativa tra il rischio di cancro ai polmoni e di materiale inquinante presente in atmosfera.
Durante la fase di ricerca e raccolta dati, della durata di quasi tredici anni, sono stati diagnosticati 2.095 nuovi casi di cancro polmonare ed è stato stabilito che per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell’aria, il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%.
L’Italia, su cui una parte della ricerca si è concentrata, non mostra dati positivi. Nel nostro paese infatti i nuovi casi di tumore ai polmoni registrati nel solo 2010 sono 31.051.
Per attenuare questo trend negativo non resta che tenere sotto controllo il particolato presente nell’aria seguendo la normativa europea che impone ai paesi europei di mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i Pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm 2,5.

Foto in copertina: Fumo ©Luigi Mengato

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