INQUINAMENTO DELL’ARIA. SIAMO SULLA STRADA GIUSTA?

L’inquinamento atmosferico causa ogni giorno 3.000.000 di malati e 350.000 morti premature in Europa. I gravi danni alla salute hanno anche un alto costo sociale ed economico. L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha presentato un rapporto che fa una stima dell’inquinamento atmosferico provocato dalle diverse categorie di veicoli commerciali pesanti. Da solo, l’inquinamento prodotto dai camion, costa ai paesi membri dell’unione dai 43 ai 46 miliardi di euro l’anno. Dunque, se proprio vogliamo sorvolare sulla questione salute e difesa dell’ambiente, pensiamo che questa è anche una questione di soldi. E anche parecchi. Dobbiamo anche dire che la situazione europea è molto varia. L’inquinamento atmosferico in Europa è diminuito in modo significativo negli ultimi anni in diverse zone (a questo proposito, vi abbiamo dato da poco notizia che il nostro paese ha centrato un primo obiettivo del protocollo di Kyoto, diminuendo le sue emissioni del 7%) abbassando quindi i costi. Sono ancora molti i paesi che invece hanno cifre da record, negativo. Il rapporto osserva che il costo dell’inquinamento atmosferico provocato dai camion è fino a 16 volte superiore in alcuni paesi europei rispetto ad altri, anche a causa del ricorso al Diesel, utilizzato dalla maggior parte dei mezzi pesanti. Ciliegina sulla torta: le emissioni di gas di scarico dei motori diesel sono stati recentemente definiti come cancerogeni dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, senza calcolare disturbi respiratori, malattie cardiovascolari e altri problemi di salute. A parità di inquinante, le spese e i costi cambiano anche in base alla geografia  dei paesi.

In presenza di alta densità di popolazione, o in regioni senza sbocco sul mare o di montagna, in cui l’inquinamento non si può disperdere così facilmente, gli inquinanti causano più danni.  Lo stesso camion a Cipro, Malta o in Finlandia provoca danni di circa mezzo centesimo di euro per chilometro. Alti i costi ( dallo 0,08 cent a 0,12 per km) per Zurigo, Bucarest, Milano, Barcellona. La direttiva Eurovignette, riformata nel 2011, si basa sul principio del “chi inquina paga“. Rivede infatti il quadro di tariffazione del trasporto pesante di merci su strada in modo da consentire agli Stati membri di calcolare e differenziare i pedaggi in funzione dei costi esterni causati dal trasporto in termini di inquinamento atmosferico, acustico e di congestione. Questi pedaggi, fino ad ora applicati alla sola rete transeuropea, si estenderanno a tutte le autostrade. La Direttiva permette quindi agli Stati membri di integrare i costi sanitari dovuti all’inquinamento atmosferico applicando degli oneri rivisti e differenziati per il passaggio su strade di grandi dimensioni e autostrade in modo da utilizzare e rinvestire queste risorse in trasporto sostenibileJacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Agenzia Europea dell’Ambiente conclude: “C’è  un costo nascosto nel trasporto di merci, pagato in anni di salute ridotta e vita perduta. Questo costo è particolarmente elevato per coloro che vivono vicino alle rotte europee di trasporto principali. Integrando tali costi nel prezzo delle merci, siamo in grado di promuovere i metodi di trasporto più sani e le tecnologie intelligenti”. Il prossimo ottobre gli stati membri dell’Unione dovranno riferire su come attueranno la tariffazione stradale e quali sistemi implementeranno. L’adozione di diritti di utenza stradale dipende dalla volontà dei singoli paesi, non ci resta che attendere. 

di Stefania Mancuso 

 

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