SMART MOBILITY: L’IMPEGNO EUROPEO

In occasione delle celebrazioni per i 60 anni dei trattati di Roma, la Capitale è diventata temporaneamente sede della Commissione europea, per il Digital Day, occasione per stabilire un’agenda di azioni per la creazione delle competenze necessarie al fine di sfruttare al meglio l’innovazione digitale e migliorare la vita degli europei.

In rappresentanza dell’Italia ha partecipato alla sessione dedicata alla mobilità connessa e automatizzata il Viceministro delle infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, che insieme a 17 Ministri europei ha firmato la lettera d’intenti sulla smart mobility comunitaria, con lo scopo di istituire un quadro giuridico per le prove transfrontaliere utilizzando veicoli connessi, sulla base di norme armonizzate sull’accesso ai dati, sulla responsabilità e sulla connettività.

La lettera è la prima iniziativa di cooperazione transfrontaliera nella mobilità connessa e automatizzata tra gli Stati membri. “Su tale ambito”, sottolinea Nencini, “è fondamentale cooperare a livello europeo ed internazionale per favorire lo sviluppo e l’introduzione sul mercato di veicoli con livelli di automazione e connettività progressivamente crescenti  sino a giungere – a lungo termine –  alla possibile introduzione di veicoli completamente autonomi; credo si tratti di una grande opportunità che concorrerà a conseguire l’obiettivo primario di ridurre il numero di incidenti stradali, i fenomeni di congestione e di conseguenza le emissioni da traffico stradale”. Basta dare un’occhiata ai dati per rendersi conto di quanto poco vantaggioso sia il nostro tradizionale modo di spostarci: il traffico e le emissioni nocive ci costano 1 miliardo al giorno e un quarto delle emissioni inquinanti dell’UE è dovuto ai trasporti; inoltre, più di 26 mila persone ogni anno muoiono a causa di incidenti e 135 mila rimangono ferite. Nencini assicura che alla lettera di intenti farà seguito una revisione dei codici della strada nazionali e delle Convenzioni internazionali sulla circolazione per stabilire i principi di responsabilità che si applicheranno in caso di incidente.

Per innovare il settore è necessaria una maggiore cooperazione tra gli attori dell’ICT e dell’automotive, mentre a livello regolatorio c’è la necessità urgente di maggiore semplicità e chiarezza. Cinque i livelli su cui intervenire: big data, infrastrutture, reti, applicazioni e servizi. Dati, infrastrutture e servizi salvano vite umane e rendono la mobilità più sostenibile e confortevole, creando le premesse per lo sviluppo di un nuovo modello di business e di organizzazione della viabilità e della quotidianità in città.

Si portano così avanti i piani dell’UE annunciati nella strategia della Commissione europea per costruire una economia dei dati europea, annunciata a gennaio 2017, e nella strategia europea per la mobilità cooperativa, connessa e automatizzata, del novembre 2016. La Commissione ha presentato a inizio anno un nuovo programma di sviluppo e promozione di sistemi di trasporto intelligente (ITS). La tecnologia per supportare questa trasformazione del mondo dei trasporti e della mobilità già c’è, a partire da WiFi, 4G/5G, sensori, internet delle cose, auto connesse in rete. Dal 2030 l’UE attende in strada anche le prime auto a guida automatica.
In copertina: #EU60 60 anniversary of the Rome treaty © European Parliament

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