Google e automotive: come continuerà il connubio?

Ha la forma di una bolla e prevede due posti, conducente e passeggero; non ha né né un volante, né un pedale del freno e si guida toccando dei pulsanti. A new way forward in mobility è lo slogan che, contratto, da luce al nome Waymo, progetto per macchine autonome che prevede di sviluppare in casa tutto l’hardware e il software necessario all’automazione, dai sensori ai sistemi di visione ed elaborazione delle immagini. Waymo nasce lo scorso dicembre come spin-off del progetto incentrato sulle tecnologie di guida autonoma di Google: l’ex progetto “Google driverless car” ora passa nelle mani di Alphabet,  facendo nascere la divisione chiamata Waymo. Il CEO di questa nuova azienda è John Krafcik, saputosi distinguere in passato per il suo lavoro per Hyunday. L’obiettivo di Waymo è di realizzare il software su cui si baserà la guida autonoma integrata nelle auto che verranno commercializzate in futuro che possa garantire maggiore sicurezza eliminando l’errore umano.

Adding to the confusion is news that leaked out saying Google is actually backing away from its earlier moonshot ambition. The company is set to abandon the pursuit of the full autopilot. Instead, engineers will now focus on retrofitting sensors into traditional passenger cars, with an initial collaboration with Fiat Chrysler. The timing could not be worse. Google is pulling back at a time when Uber and Tesla are racing ahead. […] What’s most curious, of course, is why Google managed to pioneer a new concept only to get stuck. What’s so special about Tesla and the way it pursues its strategy?” Read more on Forbes

di Giulia Cattoni

In copertina: Google Self-Driving Car © smoothgroover22

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