PENDOLARI SMART. LA SFIDA DI TORONTO

Sette milioni di abitanti e circa tre milioni e mezzo di pendolari che ogni giorno si spostano per raggiungere luoghi di lavoro e studio. Queste le cifre dell’area metropolitana di Toronto, la più popolosa del Canada, alle prese da anni con l’urgenza di trovare soluzioni al crescente numero di auto che giornalmente gravita intorno alla città. Un problema che riguarda soprattutto le zone periferiche dove il trasporto pubblico non è capillare e poche sono le alternative all’automobile. E’ a questo bisogno che Metrolinx, agenzia del governo dell’Ontario, ha cercato di rispondere dando vita nel 2001 al progetto ‘Smart Commute’ con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili e facilitare gli spostamenti di lavoratori e studenti. A Toronto abbiamo incontrato Ryan Lanyon, project manger di ‘Smart Commute’, che ci ha raccontato come è nato il progetto, com’è cresciuto e quali sono gli obiettivi futuri.

Da dove siete partiti con la vostra idea smart?
Il primo step è stato creare un’associazione che fosse in grado di gestire l’area più congestionata della città. Abbiamo iniziato invitando allo stesso tavolo gli imprenditori della zona e insieme abbiamo cercato di pensare a una soluzione che potesse facilitare i lavoratori a raggiungere il loro posto di lavoro senza alcun cambiamento a livello viabilistico. Siamo subito giunti alla conclusione che la soluzione più semplice fosse quella di implementare un servizio di carpooling”.

 Una volta mossi i primi passi come siete cresciuti?

Nel 2001 il progetto era molto circoscritto, in questi dieci anni siamo cresciuti moltissimo. Abbiamo replicato l’idea iniziale in tutta l’area metropolitana di Toronto. Dal 2005 abbiamo iniziato ad operare con una sede centrale e con uffici periferici che si occupano delle realtà locali. Questo ci permette di pensare a programmi specifici per le diverse aree. I bisogni di Toronto centro sono completamente diversi da quelli delle periferie. Ora con le nostre undici sedi locali, più le due che abbiamo in programma di aprire, possiamo coprire l’intera area di Toronto e Hamilton. Gli uffici periferici si occupano soprattutto di lavorare con gli imprenditori e tenere i contatti con le aziende, noi come ufficio centrale ci occupiamo invece del sito, delle campagne e della ricerca”.

Qual è l’impatto del vostro sistema di carpooling sulla comunità?
Siamo arrivati a quota 250 tra aziende, college e università che aderiscono al nostro progetto. Questo significa più di 600.000 tra lavoratori e studenti pendolari, in pratica uno su cinque, ai quali noi abbiamo diretto accesso e che sono potenziali utenti. Per quanto riguarda il nostro sito invece siamo arrivati a quota 12.000 iscritti”. 

Qual è il problema principale di Toronto a livello viabilistico?
Sicuramente le aree periferiche. Lì la gente usa la macchina perché non ci sono alternative. I mezzi pubblici sono scarsi e in molti casi non capillari, manca quello che noi chiamiamo ‘l’ultimo miglio’. Se non c’è un mezzo di trasporto che mi porta dalla stazione della metropolitana al posto di lavoro la soluzione è quella di prendere la macchina per tutto il tragitto. Toronto è l’area metropolitana canadese nella quale si passa più tempo in macchina per raggiungere il posto di lavoro, una media di 66 minuti al giorno. Nel 2006 abbiamo condotto uno studio per capire quale fosse l’impatto del traffico sull’economia locale. Risultato? Ben 2.6 miliardi di dollari all’anno spesi a causa della congestione stradale”.


Quali saranno i prossimi passi?

Vogliamo coinvolgere un numero sempre maggiore di aziende ed espanderci sul territorio. Stiamo anche guardando ad altri tipi di iniziativa e a diversi modi di muoversi. Con il carpooling stiamo avendo grandissimo successo. Con i 12.000 pendolari che utilizzano il servizio abbiamo eliminato dai 25 ai 30.000 viaggi in macchina al mese. Questo ha permesso a lavoratori e studenti di risparmiare mensilmente circa un miliardo di dollari per benzina e parcheggio. Ora vogliamo aiutarli a lavorare da casa. Se ognuno lavorasse da casa almeno un giorno alla settimana ci sarebbe una riduzione del traffico del 20%. Allo stesso tempo stiamo cercando di rendere più flessibili gli orari di lavoro così da evitare i picchi di traffico. Per risolvere il problema dell’ultimo miglio vogliamo raggruppare e far collaborare le aziende situate vicino alle stazioni della metropolitana per organizzare shuttle per i dipendenti, dalla stazione al luogo di lavoro. Abbiamo iniziato anche a lavorare anche con i bambini con un progetto pilota sul tragitto casa-scuola con bicicletta o autobus, incoraggiando i bimbi a muoversi in maniera più attiva e sostenibile”.

Cos’è ‘smart’ a livello di mobilità?
Incoraggiare la gente ad usare il mezzo di trasporto che più si addice alle esigenze specifiche di ognuno invece di usare la macchina di default. Se ho bisogno di spostarmi per un chilometro penso alla bicicletta o a camminare. Per andare al lavoro magari prendo un mezzo pubblico. Per qualsiasi altro tragitto penso al modo di migliore prima di saltare in macchina senza pensarci. Credo che questa sia la cosa più importante perché significa un utilizzo migliore delle nostre risorse, più efficiente per chi si muova e più efficiente per il sistema di trasporti”.
Per conoscere meglio l’iniziativa clicca qui

di Elena Roda 

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