PEDIBUS: L’AUTOBUS PIÙ SOSTENIBILE

Un modo di spostarsi  che si organizza come un bus, ma funziona andando a piedi: è questo il Pedibus, un’iniziativa che riscuote sempre più entusiasmo nei comuni italiani, ma soprattutto nei bambini. La pratica del Pedibus in Italia nasce a Padova durante l’anno scolastico 2004-2005. In seguito alla fase di sperimentazione, i Pedibus si sono diffusi a macchia d’olio su tutta la penisola e molti comuni lo hanno scelto come nuovo mezzo di trasporto quotidiano.

Come funziona
È un percorso di progettazione partecipata che coinvolge, oltre ai bambini, anche insegnanti, genitori, operatori tecnici-educativi e rappresentanti dei Comuni e dei Quartieri. Si organizza stabilendo un percorso con le relative fermate, appositamente indicate con un sistema di cartellonistica, che vengono effettuate rispettando gli orari della tabella di marcia. Ogni bambino si aggrega facendosi trovare alla fermata a lui più comoda, sempre indossando una mantellina rifrangente. Come un autobus, la carovana è guidata da un autista ed è chiusa da un controllore, e procede indipendentemente dalle condizioni meteorologiche rispettando il calendario scolastico. Le prime esperienze prevedevano solamente il viaggio di andata verso la scuola, in seguito alcuni comuni hanno cominciato ad accompagnare i bambini anche al ritorno ed il numero dei bambini “viaggiatori” è aumentato insieme a quello dei genitori accompagnatori.

Lavorare in rete fa bene
Organizzare questo tipo di mobilità è possibile grazie all’impegno di genitori, parenti o altri volontari che, coinvolti nell’iniziativa, garantiscono la sicurezza e la sorveglianza dei bambini accompagnandoli in tutto il tragitto casa-scuola.
Il Pedibus fa bene all’ambiente e fa bene anche alla salute. Oltre che ridurre la concentrazione di traffico attorno alle scuole e l’inquinamento atmosferico, offre la possibilità di fare del regolare esercizio fisico e respirare aria più pulita. Durante il tragitto i bambini cominciano a prendere confidenza con lo spazio che li circonda e imparare le regole dell’educazione stradale. Andare a scuola insieme aiuta i bambini a socializzare e a fare amicizia che, una volta a scuola,  risultano più attenti e concentrati.

Casi virtuosi
L’uso di questo nuovo tipo di trasporto si è consolidato al punto da formare in uno stesso comune più percorsi e più linee. Alcuni comuni come quello di Calenzano, a Firenze, forniscono ai bambini e volontari un tesserino di riconoscimento, con logo e nome personale. A fine anno scolastico viene organizzata una festa di chiusura, con la consegna degli attestati di frequenza ai bambini che hanno partecipato al progetto.
A Montefiascone, in provincia di Viterbo, i bambini “viaggiano” in Pedibus reggendosi ad un’apposita corda composta da occhielli indossando pettorine gialle, mentre l’autista e il controllore si distinguono con pettorine arancioni.
A Torino, con una raccolta di “punti chilometro” viene assegnato ad ogni bambino un brevetto in base al numero di viaggi effettuati:  con un punto si ottiene il brevetto “bradipo”, per poi passare a “lumachina”, “tartaruga”, “gazzella”, “speedy Gonzales”, fino ad arrivare alla più ambita, “scarpetta d’oro”. Nel capoluogo piemontese sono 32 le scuole che hanno partecipato al concorso, per un totale di circa 2300 i bambini per un risparmio di CO2 stimato in 2,16 tonnellate.

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Foto in copertina: Haltestellentafel eines Pedibus (Schulbuses auf Füßen) in Deutschland © Daniel749

Dal sito Wikimedia Commons

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