MICS: MOBILITA’ INTERMODALE

Incoraggiare le persone a diversificare le modalità di spostamento in città: è questo l’obiettivo principale di MICS – Mobility Integration for Community Solutions. Il progetto è promosso ed è stato premiato dalla Commissione Europea nell’ambito della campagna Do the right mix.
Do the right mix è la nuova campagna triennale lanciata dalla Commissione europea e gestita dalla Direzione generale della Mobilità e dei Trasporti che rientra nei progetti legati alla settimana europea della mobilità sostenibile ed ha lo scopo di promuovere i vantaggi della combinazione di diverse modalità di spostamento e di dare visibilità e supporto alle buone pratiche europee di mobilità urbana sostenibile. Tra i progetti premiati dalla Commissione Europea rientra appunto MICS a cui è stato concesso, unico progetto in Italia, un sostegno finanziario di 7.000 euro.
Abbiamo chiesto al Direttore dell’agenzia di sviluppo locale San Salvario onlus Roberto Arnaudo e a Giuseppe Piras dell’associazione solco onlus, di parlarci meglio del progetto.

Cosa volete realizzare?
Il progetto nasce dal lavoro di un gruppo di associazioni che si occupano di questioni ambientali e da sempre operano nel quartiere di san salvario, a Torino. Con MICS ci si propone di dar vita ad una campagna di sensibilizzazione per la realizzazione di piani personalizzati di mobilità integrata e di stimolare un numero ampio di cittadini a ripensare le proprie abitudini e modalità di spostamento. In particolare l’idea è quella di sperimentare, su un gruppo target di almeno 20 residenti del quartiere San Salvario a Torino, un cambiamento concreto delle abitudini di mobilità, mettendo i soggetti disposti alla sperimentazione nelle condizioni di condurla concretamente per un periodo definito di tempo, monitorandone gli effetti in termini di qualità ambientale, economica e sociale dello spostamento”.

Come si articola il progetto? Quali sono le sue fasi?
“Nella prima fase i residenti del quartiere verranno sensibilizzati al tema e verrà pubblicizzato via web uno Sportello informativo sulle possibilità di spostamento intermodale in/dal quartiere. Nella seconda fase, verrà costituito il gruppo target della sperimentazione (almeno 20 persone) con i quali verrà stilato un profilo di mobilità condiviso con ciascun soggetto, pianificandone gli spostamenti con un approccio integrato/intermodale. Verrà incentivata una sperimentazione settimanale di modificazione della mobilità offrendo incentivi (abbonamento ai mezzi pubblici, bike sharing, etc.). A questo proposito è in fase di studio una proposta di collaborazione con il Comune di Torino che si è dimostrato interessato all’iniziativa. La sperimentazione settimanale di ciascun soggetto del gruppo target verrà monitorata nei suoi aspetti, ambientali, economici e sociali. Gli esiti della sperimentazione forniranno i contenuti della campagna di sensibilizzazione che verrà diffusa via web attraverso un blog con video e immagini. E’ stata immaginata una campagna di comunicazione che parta quindi dall’esperienza concreta di un gruppo di testimonial con abitudini di spostamento ed esigenze diverse che, sono pronti a rimettere in discussione”.

Quali dovranno essere le caratteritiche dei testimonial della campagna?
“Sono stati individuati tre gruppi target: un gruppo di residenti emblematici nel quartiere San Salvario disposti a sperimentare concretamente un cambiamento nelle abitudini di mobilità, l’1% dei residenti del quartiere San Salvario (circa 14.000 abitanti) sensibilizzati dalla campagna e interessati a valutare un cambiamento nelle abitudini e la popolazione che avrà accesso alla campagna web di diffusione dei risultati del progetto. L’idea è provare a pianificare insieme dei cambiamenti nelle abitudini di spostamento, evidenziandone anche limiti e difficoltà e poi farsi delle domande quali: come è andata utilizzando la bici per andare al lavoro? Ho risparmiato dei soldi?”

E per il futuro?
“MICS per ora è un piccola iniziativa, che ha lo scopo di stimolare e far sperimentare forme alternative di spostamento, non dicendo alle persone che cosa devono fare ma presentando loro un’alternativa da provare. Il primo traguardo sarà certamente la campagna di comunicazione, ma in un futuro non è detto che il progetto non porti anche alla creazione di una figura come quella del mobility manager di quartiere oppure che diventi un vero e proprio servizio con una rete di mezzi e percorsi laddove le politiche pubbliche manifestino la volontà di dare continuità a questa esperienza positiva”.

 

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