I CICLISTI SONO ASSICURATI

Buone notizie per chi decide di recarsi al lavoro in bicicletta. Il sito Justicetv annuncia infatti che adesso, godranno della copertura assicurativa.
“A precisarlo è l’Inail nella nota n. 8476/2011, in cui si sottolinea, che l’ente potrà provvedere al risarcimento a condizione che l’utilizzo del mezzo proprio risulti necessario per mancanza di mezzi pubblici di trasporto oppure nel caso in cui i mezzi pubblici  non consentono la puntuale presenza sul luogo di lavoro anche se per eccessiva gravosità o perché disagevoli, o per la non percorribilità a piedi del tragitto, considerata la distanza tra l’abitazione ed il luogo di lavoro.

La nota chiarisce che il principio è valido sia per i possessori di bicicletta sia dei fruitori del servizio di bike-sharing. 
Con riferimento all’indennizzabilità degli infortuni avvenuti utilizzando il servizio di bike-sharing, va precisato che tale servizio, sebbene promosso e gestito dalle amministrazioni locali ai fini del decongestionamento del traffico e, quindi dell’inquinamento ambientale, non può, tuttavia, essere assimilato al mezzo pubblico di servizio. 
L’Inail spiega che, con riferimento alle ipotesi di percorso effettuato su strada aperta ai veicoli a motore, l’infortunio che si sia verificato in questo tratto è indennizzabile soltanto se esistono le condizioni che rendono necessario l’uso della bicicletta o il passaggio forzato su una pista non idonea.
Se l’evento lesivo si verifica nel percorrere una strada aperta al traffico di veicoli a motore, può ritenersi sussistente l’esclusione dell’indennizzabilità dell’incidente, in questo caso vale il principio della libera scelta da parte del lavoratore di esporsi ad un rischio maggiore, rispetto a quello gravante sugli utenti dei mezzi pubblici di trasporto. Nel caso in cui l’incidente si verifica su pista ciclabile o zona interdetta al traffico invece sarà dunque possibile avere l’indennizzo.
L’incidente avvenuto in tratti di strada aperti ai veicoli a motore, invece, per essere indennizzabile, occorre dimostrare che l’uso della bici sia stato necessario e forzato.”

L’articolo lo potete trovare su www.justicetv.it

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