GERMANIA: AUTOSTRADA PER BICICLETTE

Ebbene si, lo devo ammettere: “ho il pallino per la mobilità sostenibile”.
Non nel senso che da bambino rinunciassi alle macchinine o le facessi “sfrecciare” tutte all’interno di zone 30 e neanche che oggi, un pochino più grande, rinunci ad alcuni spostamenti in automobile.
Semplicemente trovo la mobilità sostenibile (termine oggi molto usato e abusato) palesemente vantaggiosa ed interessante.
Riduzione del traffico, diminuzione dell’inquinamento, aumento della sicurezza per gli utenti deboli della strada. Devo aggiungere altro?

Perché costringermi ad arrivare tardi ad un appuntamento di lavoro a causa del traffico (e dell’immancabile tempo sprecato nel cercare un posteggio) quando posso leggere il giornale comodamente seduto in treno?
Oppure perché non andare al lavoro, o a scuola, o semplicemente ad acquistare il pane la mattina in sella ad una bicicletta?
Forse proprio questo ragionamento ha spinto la Germania a creare la prima “autostrada” per le biciclette. Una doppia carreggiata di mobilità sostenibile per collegare le città di Dortmund e Duisburg.
5 metri di larghezza ed una vera e propria separazione dei sensi di marcia, per garantire la massima sicurezza dei ciclisti.
60 km di pista ciclabile che affiancheranno la normale (e molto congestionata) autostrada A40 e un’illuminazione concepita ad hoc per l’utilizzo a qualsiasi ora del giorno e della notte della bicistrada.
La Radler B-1 dimostra come la coscienza ambientale ed i temi legati al “muoversi sostenibile” siano radicati nella cultura del Nord Europa.

Una bicistrada a zero emissioni completamente asfaltata e priva di incroci o curve pericolose che costituisce un primo tassello importantissimo per un’Europa che si è prefissata, entro il 2050, obiettivi molto stringenti in termini di riduzione di gas serra.
Una riduzione del 60% delle emissioni di gas serra tra il 1990 e il 2050 non è infatti raggiungibile con la sola tecnologia, nonostante le case automobilistiche abbiano fatto passi da gigante nell’ultimo decennio in termini di sostenibilità ambientale.
Nasce allora l’esigenza di incentivare quella mobilità che prescinde completamente da emissioni ed inquinamento. E allora perché non creare una bicistrada che colleghi tutta Europa?

In copertina: Caminando con la bici © Claudio Olivares Medina

di Fabio De Martino

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