CITTA’ E MOBILITA’ SOSTENIBILE

Le città italiane sono “eco-mobili”? E’ quello che ha cercato di capire il Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città” che ha stilato una graduatoria delle città italiane alla ricerca di una mobilità più sostenibile. 
La ricerca è stata elaborata dall’Associazione Euromobility con il contributo di Bicincittà e FIT Consulting e con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.
Per stilare la classifica ci si è basati su una serie di indicatori: dalla distribuzione di merci, alle flotte di veicoli comunali e ancora al numero di parcheggi di scambio e a pagamento, ma anche al numero di autovetture per kmq. A questi dati si aggiungono anche le attività di promozione e iniziative a favore della mobilità sostenibile ( piste ciclabili, car e bike sharing, ZTL, mobility manager).
Vediamo come è andata.

Il primo posto in classifica spetta alla città di Torino. Grazie a un buon servizio di trasporto pubblico, alla flotta di biciclette condivise (14.400 utenti e 540 biciclette) e al servizio di car sharing (2600 utenti per 126 auto) si aggiudica il primato di città impegnata a favore della mobilità alternativa. Di Torino e delle sue politiche green vi avevamo già parlato in un nostro precedente articolo dedicato al progetto Torino Smart City.
Sul podio, al secondo e al terzo posto, si piazzano altre due città del nord Italia: Brescia a Parma.
Milano è al quarto posto ed è la città che possiede la maggior offerta di trasporto pubblico locale. Buoni anche i dati su bike-sharing (13.000 utenti e 1.800 biciclette) e car-sharing (4.443 utenti e 132 auto).
Seguono in classifica Ancona, Prato (new entry in classifica), Bergamo, Venezia e Modena.
Maglia nera a L’Aquila, Catanzaro e Reggio Calabria. In queste città, carenti dal punto di vista di politiche a favore della mobilità alternativa, è assente la figura del mobility manager e si hanno tassi molto elevati di motorizzazione (la media italiana è pari a 60,67 auto ogni 100 abitanti contro la media europea di circa 46).
Dato che accomuna tutte le città considerate è la battuta di arresto delle auto a GPL. Ravenna, Ferrara e Bologna sono le città con la media più alta che si attesta al 18%.
Informazioni utili arrivano anche dalle analisi dell’inquinamento dell’aria. Se la cavano meglio Genova e Potenza, male per Ancona e Torino. Quest’ultima, pur impegnandosi in molte iniziative, ha registrato sia il maggior numero di superamenti di PM10 sia la più elevata media annuale.
Per quanto riguarda la sicurezza, Bergamo è la città con il maggior numero di incidenti, le strade più sicure sono invece a Bari, Milano e Udine.
Nell’indagine si è tenuto conto anche della partecipazione delle città a favore di iniziative come la Giornata Nazionale della Bicicletta, Bimbinbici, la Settimana Europea della Mobilità e Giretto d’Italia (campionato della ciclabilità urbana).
Un ultimo aspetto evidenziato risulta la necessità per tutte queste città di definire delle politiche condivise in termini di regolamenti per accesso e distribuzione delle merci all’interno delle zone a traffico limitato. La sfida sarà giungere a regole chiare e condivise dettate da una regia nazionale.

Di Stefania Mancuso

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