BISOGNO DI ENERGIA? PEDALA!

“Così come lo spreco è il frutto di tante piccole gocce disperse, la sostenibilità è la somma di tante piccole attenzioni quotidiane”. Questo è uno dei punti fondamentali che stanno alla base del lavoro di Germano Gemini e Alessandro Aceti, i creatori di Social Ice, un’associazione che vuole sostenere le attività di sensibilizzazione e di promozione sociale attraverso la creatività e l’arte. Un esempio? Go Green, un modo semplice e divertente per generare energia.
Per conoscere meglio Go Green e le altre iniziative che Social Ice sta sviluppando abbiamo parlato proprio con uno degli ideatori, Germano Gemini.

Come è nata Social Ice?
Social Ice è un Associazione nata con uno scopo preciso: sostenere e promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso strumenti artistici e creativi.
Al centro della nostra azione vi è un concetto di sviluppo alternativo a quanto proposto negli ultimi decenni, un modello propositivo in cui la ricerca di profitto e il soddisfacimento dei desideri non prescindono più dal modo in cui si realizzano e dall’impatto che producono sull’uomo e sull’ambiente. Un modello internazionale che spinge in ambito ambientale e tecnologico verso una maggiore consapevolezza dei concetti di efficienza, efficacia e di spreco delle risorse e che guarda ad una maggiore empatia tra le generazioni e le parti sociali, favorendo la partecipazione, la cooperazione e la responsabilità individuale e d’impresa.
La passione e la forza di volontà dei nostri soci, persone che hanno sviluppato attraverso percorsi di studio, di lavoro e di vita, conoscenze specifiche e una particolare sensibilità verso i temi trattati, sono l’energia grazie alla quale ogni nostra attività comunica e riesce a farsi spazio tra usi e costumi ormai radicati. Ancora oggi viviamo un periodo di “sbornia tecnologica faustiana” tale per cui la sensibilità umana ha abdicato alla capacità tecnologica creando un paradosso per cui non sono gli strumenti al servizio dell’uomo ma gli uomini a diventare più simili alle macchine: freddi calcolatori di opportunità individuali poco o per nulla interessati alle conseguenze delle proprie bulimiche azioni nei confronti sia dei propri simili che in generale del mondo intero.
Social Ice crede invece in una tecnologia al servizio dei valori più alti che l’umanità ha saputo interpretare e codificare nel tempo: i nostri naturali interlocutori sono tutti coloro che credono nelle sinergie, nell’empatia e nella responsabilità, persone che intendono il mondo e la vita come un complesso organismo le cui parti sono tutte in stretta relazione tra loro, condizionandosi e sorreggendosi l’una con l’altra. Solo così avremo un reale sviluppo sostenibile.

Cosa fate in particolare? Di cosa vi occupate?
Poichè la sostenibilità è un concetto applicabile alla totalità della attività umane, la nostra azione è virale e punta a intercettare e coinvolgere la maggior parte degli attori sociali attraverso strumenti creativi e partecipati, che di volta in volta possono essere usati per attività di comunicazione sociale con Istituzioni ed Enti, campagne di fund raising, percorsi di responsabilità sociale d’impresa, eventi di edutainment e di infotainment (educare e informare divertendo), collaborazioni con creativi ed artisti, iniziative per Associazioni e famiglie.
Naturalmente, uno spazio particolare hanno i laboratori extradidattici nelle scuole, dove incontriamo i giovanissimi, i veri destinatari del nostro messaggio, coloro che costituiscono il futuro e che hanno il massimo interesse e la massima apertura mentale grazie alla quale comprendere pienamente l’importanza dei temi trattati.
Tutti i nostri progetti sono caratterizzati non solo dal tema della sostenibilità ma anche da una modalità interattiva e ludica, per sfruttare la naturale capacità del gioco di veicolare temi complessi in modo leggero ma incisivo.

Tra i vostri progetti uno ci ha colpito particolarmente: Go Green. Ce ne vuoi parlare?
Go Green è un percorso di comunicazione ideato per parlare d’energia: come possiamo produrla e cosa possiamo fare per evitare di impattare eccessivamente sul nostro pianeta,
dal momento che ormai quasi ogni nostro strumento è alimentato da corrente elettrica? Per aiutarci a comunicare pratiche e teorie per avere un comportamento quotidiano energeticamente sostenibile abbiamo messo a punto il BES, Bike Energy System.
Il BES è uno strumento unico in Italia che ci permette di produrre energia ovunque siamo, semplicemente usando una bicicletta. Certo non è una novità, in fondo basta accendere il fanalino di una qualunque bicicletta per rendersi conto del fatto che è possibile ricavare energia elettrica grazie all’uso di una bici. Ma a rendere speciale il BES è il fatto che può produrre la stessa energia che preleviamo dalle prese di corrente di casa: energia a corrente alternata a 220volt.
A seconda del pedalatore e della bicicletta si possono raggiungere picchi fino a 300w, consentendoci di collegare apparecchi elettrici di varia natura, come computer, proiettori, consolle, lampade, ventilatori, spremiagrumi etc il tutto a emissioni zero e costi zero ed evidenziando quanto sia importante ogni giorno il nostro contributo ad un uso sostenibile dell’energia.

Qual è l’idea che sta alla base di questo progetto?
BES vuole essere prima di tutto uno strumento di comunicazione che renda immediata la comprensione di quanta energia sia disponibile in conseguenza delle nostre azioni e di come si debba puntare a catturarne la maggior parte possibile limitando al massimo la dispersione (pensate non solo alla bicicletta ma alle nuove tecnologie ibride delle auto, alla camminata quotidiana di milioni di persone etc).
Grazie al BES emerge uno dei punti fondamentali del concetto di sostenibilità: così come lo spreco è il frutto di tante piccole gocce disperse, la sostenibilità è la somma di tante piccole attenzioni quotidiane.
Inizialmente il BES non era pensato come prodotto da vendere per contribuire ai consumi energetici. Però, da quando lo stiamo usando nei nostri eventi, ci siamo resi conto che è molto utile nelle situazioni stand-alone, fuori cioè dalla rete energetica principale, come, ad esempio, durante un campeggio, in barca, durante un’escursione o un evento lontano dalla rete elettrica. Con piccole modifiche alla attuale struttura è infatti possibile ottenere uno strumento leggero e poco ingombrante in grado però di fornire corrente a telefoni, computer o altri piccoli elettrodomestici semplicemente pedalando al momento del bisogno o attraverso una batteria caricata durante l’ultima pedalata compiuta. Insomma, il BES può diventare un piccolo generatore di corrente a emissioni zero e a costi zero, per toglierci da alcune situazioni di difficoltà o semplicemente per togliere piccoli consumi quotidiani da una già affaticata rete elettrica principale, facendo semplicemente attività sportiva.

Avete altri progetti che volete segnalarci?
Attualmente stiamo lavorando ad altri progetti che potete vedere nel dettaglio sul sito www.socialice.it
  Tra questi ci piace ricordare Puzzle4peaceYoung, che attraverso la realizzazione del puzzle più grande del mondo (prevista in contemporanea ad Expo2015) punta a realizzare una riflessione, ludica ma specifica, sulla relazione tra la sostenibilità e la pace. Altro progetto avviato è Funcube, dove un pixel  salta fuori dal monitor diventando un uomo-pixel che comincia a fare esperienze nel nostro mondo, producendo alcune riflessioni sul rapporto tra reale e virtuale. Il progetto si conclude con la realizzazione del primo monitor umano, grazie al quale vedere le immagini che meglio rappresentano le riflessioni compiute (immagini raccolte grazie ad un apposito concorso). Infine, stiamo lavorando al progetto Light World: ride the lightness che punta alla  realizzazione di una particolare struttura che ci permetta di rendere immediato un altro aspetto della sostenibilità: la leggerezza, più siamo sostenibili e meno pesante sarà il nostro impatto sull’ambiente e sul futuro di questo pianeta e dei suoi abitanti. 

di Matteo Arnaboldi

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