A FARI SPENTI NELLA NOTTE

Una caramella a chi ha i fari accesi, un cerino a chi gira in bicicletta a luci spente mettendo a rischio l’incolumità propria, quella degli automobilisti e dei pedoni. E’ l’iniziativa messa in campo da Fiab Ciclobby Onlus che con i suoi volontari, nelle serata di ieri, ha presidiato due punti strategici delle strade milanesi (con un presidio su Corso Venezia e uno su via Olona). L’evento ha coinvolto circa 180 ciclisti, con fari accesi e non, ai quali è stata spiegata l’iniziativa e distribuito materiale informativo. Un evento sostenuto dal Comune di Milano nell’ambito della campagna, iniziata nel 2011 da Ciclobby, “Ciclista illuminato, ciclista salvato”. Un momento per sensibilizzare gli utenti della bicicletta a rispettare il codice della strada che dice: obbligo di fari accesi di sera.

Il codice c’è ma non viene fatto rispettare”, racconta Marco Capecchi, volontario di Ciclobby. Lo slogan della campagna recita: la tua vita vale meno di 15 euro? 15 euro, ossia il prezzo medio per l’acquisto di un faro anteriore e uno posteriore. Un costo irrisorio che rende ancora più strano l’atteggiamento di quel 75% dei ciclisti che per le strade italiane gira al buio. “Non accendere le luci o non averle sulla bicicletta è un comportamento incomprensibile. Alcuni ciclistici chiedono perché dovrebbero accendere i fari dal momento che vedono bene. Milano è illuminata di sera, non è il problema di vederci bene ma di farsi vedere dagli altri”, continua Marco Capecchi che mette in evidenza la differenza tra l’Italia e gli altri Paesi, soprattutto quelli del nord Europa, dove i fari di sera sono rigorosamente accesi con il rischio, altrimenti, di incappare in multe salate.

Il presidente di Ciclobby, Eugenio Galli, ha pubblicato nei giorni scorsi un post sul blog “Milanesi” del Corriere della Sera, dove ha sottolineato la necessità di una riflessione profonda sulla questione. All’articolo di Galli hanno risposto criticamente alcuni cittadini, evidenziando l’importanza che i ciclisti, oltre ad illuminare le loro biciclette di sera, rispettino alcune regole base della strada, come il divieto di passare con il rosso e di invadere i marciapiedi. Per Marco Capecchi il discorso civico dovrebbe essere alla base di qualsiasi ragionamento sull’utilizzo della strada, da parte di tutti gli utenti e quindi anche di chi va in bicicletta: “Molti ciclisti scelgono la via più semplice, come quella di salire sul marciapiede. E lo fanno anche nel modo sbagliato, andando veloce, suonando, pensando di avere ragione. Questo evidenzia che l’amministrazione comunale si deve impegnare ancora a fondo nel perseguire una vera politica di sviluppo della mobilità sostenibile e ci vuole anche buona volontà da parte delle persone che prendono la bicicletta affinché imparino a comportarsi correttamente in mezzo al traffico”.

Secondo il censimento 2012 di Fiab Ciclobby, il traffico di biciclette a Milano è in costante aumento, con un +5.5% nelle ore di punta. La campagna “Ciclista illuminato, ciclista salvato” diventa ancora più importante nell’ottica dei questi ultimi dati.

di Elena Roda

 In copertina volontari Fiab Ciclobby Onlus a Milano © Fiab Ciclobby Onlus

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