RINNOVAMENTO URBANO A DURBAN

Il Warwick Urban Renewal Project è stato progettato in risposta alle condizioni inefficienti e insicure che si eranosviluppate nel nodo dei trasporti primari a Durban. Gli organizzatori del processo hanno riconosciuto l’opportunità di coinvolgere venditori ambulanti nello sviluppo e nela nuova progettazione. Storicamente, i venditori ambulanti sono stati visti solo come un problema, e l’amministrazione ha sempre affrontato questo problema escludendo o limitando queste attività,utilizzando anche la forza pubblica. Questo mostra l’innovatività di un progetto che coinvolga attivamente questi soggetti, tradizionalmente esclusi. La categoria dei venditori ambulanti è difficilmente identificabile e inquadrabile come entità omogenea: ogni venditore ha un differente background e diversi bisogni in termini di spazio necessario per esercitare la propria attività. La diversità degli stakeholders in gioco ha richiesto uno sviluppo del progetto integrato, basato proprio sull’area in questione. La soluzione è stata affrontare il problema settore per settore. L’obiettivo dell’amministrazione era creare uno spazio partecipativo per lavorare con, e non contro gli interessi dei venditori ambulanti. I partecipanti sono stati dunque urban planners, architetti, professionisti nel campo dell’environmental health, e tecnici comunali con una conoscenza approfondita della zona. A questi sono stati aggiunti tutti i rappresentanti di interesse: venditori ambulanti, condicenti di taxi, proprietari, organizzazioni religiose, negozianti e molti altri (per esempio chi raccoglie carta e cartone per portarlo ai centri di riciclaggio). Molti venditori ambulanti si sono associati per meglio rappresentare i propri interessi.
Con il processo dunque ci si proponeva di realizzare un mercato funzionale alle attività e ai bisogni dei diversi gruppi di venditori. Il compito dei gruppi di lavoro è stato dunque osservare e descrivere le attività quotidiane dei venditori, il traffico pedonale, e il movimento complessivo del mercato. Grazie a queste descrizioni, è stato redatto un rapporto da cui il processo ha preso le mosse. I gruppi di lavoro si sono consultati con i venditori ambulanti per capire come operassero, e i loro bisogni specifici. L’esempio di come si sia svolto questo processo di consultazione e definizione comune dei bisogni è tratto dai banchi di vendita di cibo. In una prima fase, il team di progettazione ha chiesto una dimostrazione pratica dell’attività dei venditori: utilizzando un fiammifero come simbolo del fuoco necessario a cucinare, un bicchiere di plastica come bacile e fagioli come pannocchie, i venditori hanno mostrato in che modo cucinassero. In vista della sicurezza, il team di progettazione  ha proposto l’uso di fuochi a gas piuttosto che fuochi alimentati a legna. Al rifiuto di questa proposta, è stato necessario trovare un luogo sicuro e i mezzi sicuri per consentire l’utilizzo di fuochi alimentati a legna. I miglioramenti in tutta l’area hanno riguardato infine la protezione dagli agenti atmosferici e strutture per il deposito della merce: questo ha consentito ai venditori di offrire merci più costose e in maggior quantità. Lavorare in uno spazio sicuro ha garantito anche la cooperazione tra venditori,e il processo di ascolto ha aumentato la fiducia dei soggetti coinvolti nei confronti dell’amministrazione (Skinner 2008). L’esempio di Durban fa riflettere su un elemento normalmente non considerato: includere, come in questo caso, significa anche non escludere chi tradizionalmente non prende parte. Le categorie escluse, nella partecipazione ma spesso dalla vita della città, possono essere utili al rinnovamento: includere punti di vista estremi può consentire, dunque, di trovare idee innovative che siano effettivamente risolutive per situazioni altrettanto estreme. Come si è gia detto, l’idea di inclusione non può comprendere solo le persone o i gruppi sociali, ma anche le idee e le opinioni in gioco. Progettare e discutere su argomenti particolari, come la riqualificazione di un quartiere “difficile”, non può prescindere dal valutare e includere i valori che sono in gioco nel quartiere stesso. Probabilmente, il ricorso all’interazione con i soggetti sensibili può diventare più utile: comprendere e risolvere i problemi comuni permette la condivisione e la rinascita di un’identità e di una virtù civica altrimenti dispersa.

di Marco Vianello

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