OPERE PUBBLICHE, QUALE FUTURO?

Quante sono in Italia le opere incompiute? Tante, per la precisione da nord a sud se ne contano ben 693. Questo il dato fornito da Simoi, il Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute in costante aggiornamento disponibile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’argomento è stato al centro del dibattito “Opere incompiute, quale futuro?” tenutosi a Roma presso la Città dello Sport, simbolo delle opere pubbliche mai terminate e di cui anche Urbano Creativo News vi aveva dato notizia.

Un elenco triste quello di queste opere mai finite (parliamo di strade, ponti, caserme, palestre, ospedali, ecc.) ma anche uno strumento di trasparenza, di presa di coscienza da parte degli Enti locali chiamati a censire i beni incompiuti presenti sul loro territorio e stimolo all’azione verso il completamento, la riqualificazione e il riutilizzo dei beni.

Non occuparsi di questi beni pubblici è una doppia sconfitta. Questi spazi lasciati a se stessi, e di cui la comunità non può fruire, sono vere e proprie occasioni mancate. Trovare la strada per recuperare e portare a termine queste opere significa darsi un’altra chance sotto molti punti di vista. Questo vale sia per le amministrazioni pubbliche (dai comuni alle regioni) in carenza di fondi e risorse per la realizzazione di nuove strutture, sia per il settore dell’edilizia, stretto da tempo nella morsa della crisi.

L’obiettivo rimane quello di terminare queste opere. Oltre ai tre miliardi di euro stanziati, il viceministro al ministero delle Infrastrutture, Riccardo Nencini,ha precisato che si sta valutando la possibilità di  bonus fiscali, sia verso le imprese che volessero ereditare le opere incompiute sia a favore degli enti locali che, accanto al lavoro di monitoraggio, adottassero provvedimenti per favorire tale soluzione.

di Stefania Mancuso

In copertina: La vela di Calatrava © Simone Artibani

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