UN ARGOMENTO CHE SCOTTA… L’IMU

Le temperature sono tutt’altro che estive, ma a scaldare gli animi ci pensa una scadenza detestata dalla maggior parte degli italiani. Il 18 giugno scadrà infatti la prima rata dell’IMU, l’Imposta Municipale Propria. A differenza dell’ICI, questa tassa si applica al possesso di qualunque immobile, compresa l’abitazione principale. Chi dovrà pagare l’IMU? I cosiddetti Soggetti passivi vanno dal proprietario di fabbricati a quelli di aree fabbricabili, dai titolari di diritti reali come usufrutto, uso e abitazione, all’ex coniuge assegnatario della casa, al locatario per gli immobili concessi in locazione.

Come si calcola?
Il dato di partenza è la rendita catastale di ogni singolo immobile, che va rivalutata del 5%  e in seguito moltiplicata per il coefficiente corrispondente al proprio gruppo catastale. Il calcolo è presto fatto: Rendita catastale + 5% della rendita catastale x il valore attribuito al fabbricato x l’aliquota corrispondente (che oscilla tra lo 0,4% e lo 0,76% a seconda del Comune e della tipologia di abitazione). L’aliquota di base è pari, ad oggi, al 0,76%. I Comuni potranno però aumentarla o diminuirla sino a 0,3 punti percentuali, quindi muovendosi da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06%. Per l’abitazione principale l’aliquota da calcolare è dello 0,4%. I Comuni potranno però aumentarla o diminuirla fino a un massimo di 0,2 punti percentuali, facendola quindi oscillare tra il 0,2% e il 0,6%. I valori attribuiti ai fabbricati, nello specifico sono:

  • 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
  • 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
  • 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; tale moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1° gennaio 2013;
  • 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Eccezioni
Sono state previste delle eccezioni, come ad esempio la riduzione del 50% della base imponibile per i fabbricati di interesse storico-artistico e per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, naturalmente solo per il periodo dell’anno nel quale sussisteranno queste condizioni.
L’aliquota ridotta (0,4%) è stata estesa anche alla casa coniugale assegnata all’ex coniuge, e, se il comune lo ha previsto nel proprio regolamento, all’abitazione non locata posseduta da anziani o disabili che risiedono in istituti di ricovero sanitario, o cittadini italiani residenti all’estero. Un’ulteriore eccezione è stata fatta, per ora, per l’abitazione principale (che dal 2008 era esente dall’ICI), per la quale è prevista una detrazione di 200 euro per il periodo durante il quale si protrae la destinazione. Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in egual misura e proporzionalmente al periodo per il quale la destinazione stessa si verifica. Ad esempio, se l’abitazione è posseduta da due coniugi che vi risiedono e dimorano per l’intero anno, a ciascuno di essi spetta la detrazione di 100 euro (200 euro diviso 2). Se, invece, l’abitazione è posseduta da 4 soggetti passivi che vi risiedono e dimorano per l’intero anno, a ciascuno di essi spetta la detrazione di 50 euro (200 euro diviso 4).

Scadenze
Una delle differenze che il legislatore ha voluto lasciare tra l’IMU su l’abitazione principale e le altre proprietà, è la possibilità di dilazionare il pagamento in due o tre rate. Nel caso dell’abitazione principale il versamento sarà effettuato in tre rate: la prima e la seconda per la somma pari a un terzo dell’imposta calcolata, da versare rispettivamente entro il 18 giugno e il 17 settembre 2012; la terza rata sarà versata entro il 17 dicembre 2012, saldando così l’intero importo, con eventuale conguaglio sulle rate precedenti. In tutti gli altri casi sarà possibile versare l’IMU in due rate: la prima del 50% dell’importo dovuto, sempre il 18 giugno 2012, e la seconda entro il 17 dicembre 2012 a saldo totale dell’imposta.

Ma dove finiranno questi soldi?
L’IMU va di fatto a sostituire tasse a livello comunale o regionale: l’ICI per la componente immobiliare e l’IRPEF e le relative addizionali, per i redditi derivanti da gli immobili fondiari non locati o non affittati. Il che vuol dire, di fatto, rischiare di svuotare le casse dei Comuni. Per evitarlo, tutto il gettito derivante dalle abitazioni principali verrà versato direttamente nelle casse del Comune di pertinenza, mentre la metà dell’importo calcolato applicando l’aliquota del 0,76% andrà nelle casse statali. All’atto del pagamento bisognerà quindi indicare due codici differenti, corrispondenti al primo e al secondo versamento.

In questi giorni sono tornate alla ribalta le voci di critica all’IMU: molti esponenti politici hanno dichiarato che non la pagheranno, invitando i cittadini a fare lo stesso. Molti promuovono stratagemmi per non pagare, ricordando che comunque fino al 17 settembre sarà possibile versare il totale dell’imposta aggravato da una piccola sanzione…. Ma cosa succederebbe se nel frattempo il Comune decidesse di dare via a un’indagine per verificare l’effettivo versamento dell’IMU? In questo case chi non avesse ancora versato la prima rata, con scadenza prossimo 18 giugno, non potrebbe più ricredersi, fare ammenda e pagare con la multa minima, ma dovrebbe far fronte a eventuali accuse di evasione fiscale, e affrontare tutte le eventuali conseguenze…
Per cui attenzione a chi promette rimedi facili e scontati.

Per ulteriori chiarimenti rimandiamo a una presentazione esplicativa e completa prodotta dal Dipartimento delle Finanze, e al sito www.amministrazionicomunali.it, dove è possibile compilare on line il modello F24.

Lucy

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