TUFFO NEL LIBERTY? LA CAIMI RIAPRE A MARZO

Milano, città dell’aperitivo e del panettone, del Bosco Verticale e del Duomo in perenne ristrutturazione, della nebbia e dello sbrilluccichio della moda, dove lo chic è anche un po’ radical. Fra nuovi edifici che ci riportano al sogno della città cosmopolita e globale, fra palazzi storici e le mura del castello che ricordano la nostra storia, dietro a vetri ormai ingialliti e a muri scalcinati, si nasconde una ferita importante di questa città: un patrimonio di luoghi chiusi e abbandonati, dimenticati o mai notati.
Sono disseminati dappertutto, affianco a edifici storici o ad altri con lo stesso destino.
Proprio in centro, vicino alle Terme di porta Romana e a due passi dalla cerchia dei bastioni, dietro un muro di cinta rovinato dall’incuria, al numero 18 di via Botta, si trova una delle storiche piscine di Milano, la Caimi, chiusa dal 2007 e che riaprirà al pubblico la prossima primavera.

Realizzata nell’area di un campetto di calcio, la piscina aprì alla fine degli anni Trenta. Fu progettata dall’architetto Luigi Lorenzo Secchi e pensata come opportunità per tutti i cittadini di accedere a servizi che, fino a quel momento, erano accessibili solamente ai ceti più abbienti.
Una maestosa ed elegante statua Liberty svetta al centro di una delle due vasche, regalandole quel fascino rétro che, inserita tra palazzine d’epoca e porticati, ci fa viaggiare con la fantasia; per capirne il pregio architettonico, basti pensare che oggi è oggetto di tutela delle Belle Arti. Negli anni non ha subito grossi lavori di ristrutturazione che l’hanno portata ad accaparrarsi il primato di piscina con l’acqua più gelida e, dopo varie vicende, alla chiusura nel 2007 su ordinanza dell’ASL.

Nonostante fosse stata chiusa dal Comune per mancanza di finanziamenti per la messa a norma, la piscina non è mai stata dimenticata dai cittadini della zona, mobilitati fin dall’inizio per la sua riapertura. Il luogo è stato oggetto di occupazione nel 2011 e meta di servizi fotografici ed eventi. Insomma, il suo fascino sobrio ed elegante non ha mai smesso di ammaliare cittadini ed artisti che negli anni, ognuno a proprio modo, l’hanno mantenuta in vita.

Si potrebbe pensare che proprio il legame alla memoria e all’uso storico di questo luogo, avvantaggiato dalla posizione centrale, ha spinto la Fondazione Pier Lombardo alla presa in carico per la riapertura del sito. Essa, infatti, già nel 2005 aveva permesso il restauro dell’adiacente Teatro Franco Parenti.
Grazie ad un accordo con il Comune, la Fondazione si impegna nella ristrutturazione e messa a norma dell’intera struttura, con la supervisione tecnica del FAI. L’esistente impianto, che negli anni di abbandono ed incuria ha subito un deterioramento generale, verrà risanato e riqualificato con il recupero, dove possibile, dei materiali e degli storici elementi architettonici.
L’impianto di balneazione, verrà restituito ai cittadini per marzo 2016 ed ospiterà anche funzioni integrate con il vicino Teatro. Il ridimensionamento della vasca più grande la renderà una piscina ludica, dalla quale verrà ricavata un’area pavimentata per diversi usi durante la stagione: solarium, attività per bambini, ragazzi ed anziani, mercatini e rappresentazioni. Durante il periodo invernale, invece, la piscina più piccola sarà adibita a pista di pattinaggio. Saranno rimessi a nuovo anche i porticati e la palazzina attigua, dove sono previsti spazi di ristoro e culturali.

La riapertura dei cancelli di questo storico spazio pubblico, situato nel cuore cittadino, non sembra solamente una banale risistemazione strutturale ma, anzi, appare come l’occasione di restituzione di un luogo alla sua città, dotandolo di svariati servizi e funzioni, legate non solo allo sport ma anche alla cultura.
Rimane incerta la speranza che tutto ciò possa ancora essere usufruito a prezzi accessibili da tutti, come nell’originaria idea progettuale degli anni ’30. Comunque, la riapertura di questo luogo, rimasto sempre nel cuore di Milano, sembra un primo passo verso la presa di coscienza dei luoghi dimenticati di cui parlavamo all’inizio, e della voglia e volontà di riaprirli ai suoi cittadini per farne meta di incontro e di aggregazione, per conoscere il vicino di casa o la futura Carolina Kostner.

di Giada Mascherin

In copertina: Party conclusione Mito © Repubblica

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