SPENDING REVIEW: CONTI IN CASA ITALIA

Il 5 luglio è stato approvato dal Consiglio dei Ministri l’ormai famoso decreto Spending review “bis”, o meglio il decreto legge sulle “disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati”. Lo scopo del Governo, secondo le dichiarazioni fatte, non è quello di procedere mediante tagli lineari, ma con interventi strutturali, così da migliorare la produttività delle diverse branche della pubblica amministrazione. Si è calcolato che con quest’intervento il risparmio per lo Stato sarà di 4,5 miliardi per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014.
Tre gli scopi principali di quella che potremmo definire una “mini manovra”:

  • razionalizzare e strutturare l’intero apparato statale, con le relative funzioni, sulla base di programmazione e ottimizzazione. rendendo per esempio più snelle le procedure, comprese quelle giudiziarie, e razionalizzando i costi e le risorse umane delle pubbliche amministrazioni;
  • migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi erogati ai cittadini, senza ridurne in nessun modo la quantità, ma aumentando la crescita e la competitività del Paese, così da riportarlo in linea con le best practices europee e con le sollecitazioni degli investitori internazionali.
  • in ultimo, ma non per importanza rispetto ai precedenti, il terzo obiettivo mira a sottolineare come l’eliminazione degli eccessi di spesa produrrà benefici concreti per i cittadini, permettendo in primis di evitare l’aumento di due punti percentuali dell’IVA per gli ultimi tre mesi del 2012 e per il primo semestre del 2013.

Il particolare, l’aspetto interessante di questa Spending Review è dato sicuramente dalla partecipazione attiva dei cittadini che fino al 29 maggio scorso hanno potuto segnalare sprechi ed inefficienze delle pubbliche amministrazioni tramite il sito del governo, arrivando ad essere più di 130.000 tra cittadini e associazioni.
Tra le segnalazioni più frequenti spiccano richieste di “Cielobuio” (che propone una riduzione dei tempi e dei punti di illuminazione negli edifici pubblici), l’esternalizzazione del trasporto pubblico locale (già sperimentata con successo da alcune amministrazioni locali) e la riduzione del parco auto (con oltre il 20% della segnalazioni) ricorrendo a soluzioni alternative come il car sharing o il car pooling.
I tanti tagli, non sempre sono negativi, anzi, tra le righe si possono trovare anche vere e proprie novità come la destinazione di 90 milioni di euro in più per il diritto allo studio, riportando così lo stanziamento al valore storico. Infine, si assegneranno 103 milioni per la gratuità dei libri di testo nella scuola secondaria di primo grado (per le primarie i libri di testo sono assicurati gratuitamente dai Comuni).
Per i Comuni e le Aziende Sanitarie invece, proprio grazie al nuovo principio di economicità sancito dalla Spending Review è in arrivo la possibilità di richiedere una rinegoziazione con i fornitori o di richiedere il recesso nel caso di significativi scostamenti (20%) tra i prezzi in vigore e quello di riferimento (in deroga all’articolo 1171 del Codice civile). Le modifiche e i tagli previsti sono tanti, alcuni porteranno disagi, altri magari solo migliorie. Attualmente la Spending review si trova alla visione delle Camere che decideranno se renderla legge, oppure no.
Nel frattempo non ci resta che attendere e comunque vada, prepararci  ai grandi cambiamenti che verranno!
Per informazioni più dettagliate rimandiamo al comunicato stampa sul sito della Presidenza del Consiglio.

Lucy 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *