Scontrino non fiscale

SCONTRINO NON FISCALE…CHI SEI?

Il mese scorso abbiamo parlato di IVA. Oggi analizziamo gli scontrini fiscali. Come riconoscerli, come riconoscere chi lo deve rilasciare e chi no – e perché – e soprattutto a chi rivolgersi se chi lo emette non è in regola con la normativa.

La scorsa settimana la mia lavatrice mi ha lasciata. E lo ha fatto in grande stile… inondandomi la casa!
Così mi sono ritrovata costretta (ma non troppo) ad andare in un grande centro commerciale del mobile per sostituire gli oggetti vittime del “nubifragio”. Inutile dire che mi son fatta prendere la mano…
E fuori da quel favoloso mondo di cassetti ordinati, armadi da sogno e cucine super accessoriate butto un occhio allo scontrino: mi chiedevo come mai avessi speso tanto. Ma Immaginate la sorpresa quando sullo scontrino ho letto a chiare lettere “SCONTRINO NON FISCALE”! Ma come… anche qui dove tutto è perfetto, dove ogni cosa si trova al posto giusto… lo scontrino non è fiscale?
Per un attimo mi son sentita presa in giro, poi ho ripreso a leggere: “scontrino non fiscale ai sensi dell’articolo 1, comma 429, della legge n. 311 del 2004”.
Questa norma prevede che le imprese con una grande distribuzione possano trasmettere telematicamente ogni mese all’Agenzia delle Entrate l’ammontare complessivo degli incassi giornalieri.
La dichiarazione effettuata in questo modo esenta quindi il negozio dall’obbligo di emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale per ogni singola vendita. Quindi noi paghiamo l’IVA per il nostro singolo acquisto e loro dichiarano tutto quanto una volta al mese, direttamente all’Agenzia delle Entrate. Occorre ricordarsi però che le agevolazioni riguardano soltanto le aziende con una struttura di vendita superiore ai 150 mq nei comuni con meno di diecimila abitanti, e superiore a 250 mq nelle città più grandi.
Inoltre è richiesto che l’azienda sia attiva con più punti vendita dislocati sul territorio: questo significa che chi ha un solo punto vendita, non può usufruire delle agevolazioni previste.

Bisogna sempre fare attenzione ai “furbetti”: quante volte c’è capitato che un bar, un ristorante, un locale ci abbia portato un foglietto, il così detto “preconto” – una nota col dettaglio del pasto – e ci abbiano fatto pagare sulla base di quel pezzettino di carta senza rilasciare una ricevuta vera e propria?
In questo caso, a meno che il ristorante o il locale non rientri nei parametri citati, sta semplicemente evadendo l’IVA e in quanto tale va denunciato alla Guardia di Finanza: basta chiamare il numero 117.

Ma quindi chi è obbligato a emettere lo scontrino? E come si distingue uno scontrino originale da uno falso?
Tutti i negozi, panetterie, bar, ristoranti, alimentari, mercati ambulanti in generale hanno l’obbligo di rilasciare uno scontrino o una ricevuta per ogni vendita effettuata.
I dati che ci consentono di riconoscere uno scontrino “originale” sono:

  1. I dati identificativi dell’esercente e dell’attività commerciale (denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome);
  2. Il numero di partita IVA e ubicazione dell’esercizio;
  3. Il prezzo, data, ora di emissione e numero progressivo;
  4. Il logotipo fiscale “ MF “, composto da una serie di lettere e numeri.

La ricevuta fiscale, che invece di essere stampata è scritta a mano su un prestampato, deve contenere:

  1. I dati identificativi dell’esercente – denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome;
  2. La quantità, natura e qualità dei beni o servizi;
  3. L’ammontare dei corrispettivi dovuti comprensivi dell’imposta sul valore aggiunto.

C’è poi un’altra classe di esonerati oltre ai negozi per i quali è previsto l’esonero dell’emissione dello scontrino o della ricevuta, nei parametri del comma 429, questa volta in base all’oggetto della vendita.
Si tratta di tabaccai, benzinai, giornalai, taxisti, stabilimenti balneari e altre attività minori. Sono sì esonerati dall’emissione dello scontrino, ma attenzione! Solo per la vendita dei cosiddetti “beni caratterizzanti”, quindi sigarette, benzina, giornali e così via…
Per un pacchetto di sigarette e un caffè al bar tabacchi lo scontrino va fatto solo per il caffè.
Ora che sappiamo tutto, o quasi, sullo scontrino non facciamoci intimidire: è un nostro diritto richiederlo ed è un dovere dell’imprenditore rilasciarlo sempre, anche senza una nostra richiesta espressa. Se notate stranezze, imprecisioni, o se vi fanno storie non esitate a chiamare il numero gratuito 117 e a denunciare tutto alla Guardia di Finanza.

Come si differenzia la fattura dallo scontrino o dalla ricevuta? Come faccio a detrarre l’IVA – o parte delle spese – dalle tasse? E se devo dimostrare anche per fini fiscali di aver effettuato l’acquisto?
Tutte queste domande troveranno una risposta il mese prossimo.

Lucy

One thought on “SCONTRINO NON FISCALE…CHI SEI?

  1. Sono stata in una piccola pizzeria e dopo aver ordinato due pizze, due dolci, tre coca cole e un caffè, vado alla cassa e il proprietario mi da uno scontrino NON fiscale. Questo cosa significa? Non è un grande magazzino…

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