PROVINCE: ECCO COSA CAMBIERA’

Per rimanere in tema di riduzioni delle spese e riorganizzazione degli Enti Pubblici questo mese parleremo di un tema, o meglio di un soggetto, che è stato più volte sotto i riflettori durante questi ultimi mesi: la Provincia.

Che cos’è? 
La Provincia è un ente locale autonomo dotato di un proprio statuto e di propri regolamenti. Ha il compito principale di curare gli interessi della comunità localepromuoverne e coordinarne la crescita, definendo le politiche strategiche finalizzate allo sviluppo del territorio locale, della sua comunità e del benessere collettivo. Con il nuovo decreto la sua competenza sarà limitata a tre aree principali: ambiente, trasporto e viabilità.

Ma quante sono oggi le Province e cosa cambierà?
Attualmente le Province italiane sono 107. Il Governo, con il decreto legge previsto per i primi di novembre, prevede di tagliarne 36.
A queste bisognerà aggiungere un’altra decina previste per le regioni a statuto speciale, che però hanno altri sei mesi per decidere i criteri e procedere ai tagli.

Con quali criteri si procederà ai tagli?
La Spending Review, con il decreto legge n.95/2012 “disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” non prevede deroghe o sconti: le Province con meno di 350 mila abitanti o con un’estensione inferiore ai 2.500 chilometri quadrati devono essere accorpate con quelle vicine. Ad oggi non rispettano questi canoni ben 67 Province.
Le previsioni sono, secondo quanto anticipato da un articolo del Corriere della Sera dello scorso lunedì, evidenzia che il numero delle Province scenderà a 50, cifra che include anche le regioni a statuto speciale e le Città Metropolitane, che saranno istituite dal primo gennaio 2014 e che saranno Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Essere Città Metropolitana implicherà non essere più Provincia.

Come verrà gestito il cambiamento? 
Per accelerare il più possibile il passaggio, da giugno 2013 tutte le Province, senza esclusione alcuna, saranno guidate da un Commissario; mettendo così il punto alla disputa che propendeva verso la scadenza naturale delle stesse.
Molti cambiamenti caratterizzeranno il nuovo anno. Infatti bisognerà prevedere sedi, spostamenti di dipendenti, dismissioni di cariche, nuove competenze… il tutto senza mai perdere l’obiettivo della manovra: il risparmio.

Per finire, un quadro del nuovo assetto previsto allo studio dell’esecutivo.

  • PIEMONTE (4): Torino (Citta’ metropolitana); Cuneo; Alessandria e Asti; Vercelli con Biella, Verbano/Cusio e Novara.
  • LOMBARDIA (7): Milano (Citta’ metropolitana); Brescia; Bergamo; Como, Varese e Monza Brianza; Lodi e Pavia; Mantovano e Cremona, Sondrio e Lecco.
  • VENETO (5): Venezia (Citta’ metropolitana); Vicenza; Verona; Rovigo e Padova; Belluno e Treviso.
  • LIGURIA (3): Genova (Citta’ metropolitana); La Spezia; Savona e Imperia.
  • EMILIA ROMAGNA (5): Bologna (Citta’ metropolitana); Modena e Reggio Emilia; Parma e Piacenza; Ferrara; Ravenna, Forli’/Cesena e Rimini.
  • TOSCANA (4): Firenze (Citta’ metropolitana), Grosseto, Siena e Arezzo; Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato; Pisa e Livorno.
  • UMBRIA (1): Perugia e Terni.
  • MARCHE (3): Ancona; Pesaro e Urbino; Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.
  • LAZIO (3): Roma (Citta’ metropolitana); Frosinone e Latina; Rieti e Viterbo.
  • ABRUZZO (2): L’Aquila e Teramo; Pescara e Chieti.
  • MOLISE (1): Campobasso e Isernia.
  • CAMPANIA (4): Napoli (Citta’ metropolitana); Salerno; Caserta; Avellino e Benevento.
  • BASILICATA (1): Potenza e Matera.
  • PUGLIA (4): Bari (Citta’ metropolitana); Lecce; Foggia, Barletta/Andria/Trani; Taranto e Brindisi.
  • CALABRIA (4): Cosenza; Crotone; Reggio Calabria (Citta’ metropolitana); Catanzaro e Vibo Valentia.

Per quanto riguarda le regioni a Statuto Speciale, la Sardegna ha deciso, con un referendum, di dimezzare le Province, passando da 8 a 4 (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano); in Friuli Venezia Giulia dovrebbero rimanere quelle attuali, ma con compiti consultivi mentre nessuna modifica e’ prevista per Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Sicilia.

di Alice Pennacchio

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