PRESIDENZA UE. AMBIENTE E BILANCI

Tre Paesi, Irlanda, Lituania e Grecia. Un’Unione, quella europea. Un anno e mezzo di presidenza (sei mesi ciascuno) e un impegno programmatico, da gennaio 2013 a giugno 2014. Il trio di presidenza UE è a un terzo del suo cammino, con l’Irlanda che il 30 giugno scorso ha passato il testimone alla Lituania, in carica fino al 31 dicembre 2013, prima del semestre greco.

Due terzi completati ed è tempo per i primi bilanci. In tema ambientale il programma comune prevede specifiche aree di sviluppo e di interesse: accordi internazionali, attività dei governi, gestione dei rifiuti, conservazione della biodiversità, gestione dei prodotti chimici, OGM e lotta al cambiamento climatico.

Il semestre irlandese, appena terminato, ha concentrato i suoi sforzi nella definizione di accordi come il settimo programma europeo d’azione per l’ambiente che definisce gli obiettivi dell’Europa 2020. La presidenza irlandese e il Parlamento europeo hanno stabilito i prossimi passi della strategia che, entro sette anni, dovrebbe portare l’Europa a raggiungere livelli significativi di efficienza energetica, con un abbassamento importante delle emissioni di gas serra, verso un’economia eco-compatibile.

Accanto alla definizione di accordi interni all’UE, la presidenza irlandese ha definito strategie in collaborazione con istituzioni terze come le Nazioni Unite in tema di rifiuti e di gestione dei prodotti chimici, con le tre convenzioni (Basilea, Rotterdam e Stoccolma) che hanno stabilito le linee guida per la gestione dei rifiuti pericolosi a livello globale. La presidenza irlandese ha assicurato un ruolo effettivo della UE nelle decisioni prese durante gli incontri per la definizione delle convenzioni.

I rifiuti e la loro gestione sono al centro dell’impegno programmatico delle tre presidenze con un interesse specifico relativo allo smaltimento delle navi in disuso. Secondo i dati forniti dalla presidenza irlandese, oltre 1000 barche vengono smantellate e riciclate a livello mondiale ogni anno. Ma ancora bassi sono i livelli di sicurezza nel processo di smaltimento con un conseguente pericolo, alto, sia per l’ambiente, data la forte presenza di prodotti pericolosi, sia per chi lavora allo smaltimento. La presidenza irlandese e il Parlamento europeo hanno così definito nuove regole per la gestione delle barche in disuso con l’obbligo per i proprietari delle imbarcazioni di fornire una lista delle sostanze pericolose presenti a bordo prima del loro riciclaggio che dovrà avvenire in strutture controllate e in grado di processare tali prodotti.

Se sui rifiuti la presidenza irlandese sembra avere concentrato buona parte dei suoi sforzi, dal documento stilato a fine mandato l’Irlanda sembra non aver fatto passi in avanti per quanto riguarda la regolamentazione in materia di coltivazione e importazione di prodotti OGM nei 28 Paesi dell’Unione nonostante l’interesse della presidenza irlandese per le politiche agricole europee. L’Irlanda definisce infatti come uno dei risultati più importanti del suo mandato l’accordo per la riforma della politica agricola comunitaria che, secondo la presidenza, assicurerà una crescita forte e sostenibile del settore agricolo con la creazione di milioni di posti di lavoro e attività a supporto delle comunità agricole locali.

La questione forse più problematica in questo momento e che potrebbe esporre la presidenza lituana a contrasti e pressioni dall’esterno è la diminuzione delle emissioni di CO2 per quanto riguarda le auto e i furgoni. Gli accordi raggiunti lo scorso 26 giugno tra presidenza irlandese e Parlamento europeo richiedono alle case automobilistiche la produzione di veicoli che rispettino i nuovi target 2020, più stretti (95 grammi per chilometro per le auto e 147 grammi per chilometro per i furgoni), per quanto riguarda le emissioni di gas inquinanti. L’accordo ha fatto arrabbiare non poco Berlino, con le pressioni di Angela Merkel nel tentativo di bloccare la risoluzione che metterebbe in grande difficoltà la produzione automobilistica di lusso tedesca, pilastro dell’economia teutonica.

di Elena Roda 

In copertina Bandiera europea ©Jody Sticca 

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