PARTECIPAZIONE. E POI?

La partecipazione è contagiosa. E soprattutto una volta provata finisce che non si smette mai di partecipare. Anche se non ce ne accorgiamo. Anche se non lo facciamo consapevolmente. Dopo la prima volta, diventa naturale. E la partecipazione si trasforma in una (buona) abitudine.

Mi piace pensare che sia così, ma in realtà ne ho anche le prove. E per dimostrarvi questa teoria oggi parliamo del parco pubblico “Il Gelso” di Viganò Brianza (Lc), inaugurato poco più di un anno fa (esattamente il 19 maggio 2012), e realizzato totalmente in partecipazione. Un progetto che Urbano Creativo ha avviato insieme al Comune di Viganò nel 2009, e che ha visto la sua conclusione lo scorso anno, con l’apertura al pubblico di un’area verde attrezzata, intorno a Villa Nobili. Le date non devono trarre in inganno. Questa non è la solita “storia all’italiana” di opere pubbliche che si trascinano per anni. È solo la storia di quella che orgogliosamente definiamo una best practice, e che ha impiegato tre anni per venire alla luce perché queste sono le tempistiche previste dalla legge italiana. Senza tediarvi con la descrizione di tutte le procedure previste (a chi piace farsi tediare da queste cose consigliamo una semplice ricerca su internet, che vi aprirà un mondo…), vi basti sapere che la legge prevede almeno tre livelli di progettazione – preliminare, definito, esecutivo – a cui poi seguono l’emissione del bando per l’assegnazione dei lavori e la realizzazione degli stessi. Tutte operazioni che di solito prevedono i classici “60 giorni” per l’approvazione, la presentazione di osservazioni, l’assegnazione dell’incarico ecc. Giornate che sommate a quelle necessarie alla progettazione, facilmente arrivano a quasi tre anni di lavori. Quello di cui siamo sicuri è che, in questo caso, l’Amministrazione ha provato (ed è riuscita) a non sprecare neanche un giorno, per arrivare alla famosa inaugurazione di cui parlavo all’inizio. Del resto il sindaco di Viganò, Renato Ghezzi, lo aveva promesso già alla serata di presentazione del progetto esecutivo, di cui avevamo scritto ad aprile 2011 sul nostro magazine. E la promessa è stata mantenuta, con l’inaugurazione l’anno successivo.

Se siete fanatici dei numeri, ecco qualche dato (se no ci vediamo tra sei righe): Viganò ha circa 2000 abitanti; oggetto della progettazione partecipata è stata un’area verde di circa 6mila metri quadri, acquistata dal Comune; le attività del percorso partecipativo si sono sviluppate su 2 mesi e hanno coinvolto adulti, bambini e anziani; tra queste è stato predisposto anche un questionario a cui hanno risposto 75 soggetti (singoli o nuclei familiari); al termine del percorso di partecipazione sono stati prodotti 45 disegni, 1 plastico, 20 cartelloni, svariate ore di video, 1 mostra, 1 pubblicazione, 1 progetto preliminare. Tutto questo è diventato patrimonio di progetto, ed è stato elaborato dall’Ufficio Tecnico comunale per arrivare infine al definitivo-esecutivo e quindi all’assegnazione dei lavori.

sindacoInfine l’inaugurazione, a cui hanno partecipato anche sindaci e cittadini dei comuni limitrofi, curiosi di vedere un’opera di cui si era sentito parlare da tempo, per l’innovativo metodo di progettazione utilizzato. E a cui, naturalmente, hanno preso parte anche tutti i cittadini che sono stati coinvolti nel processo di partecipazione. Per “toccare con mano” le promesse dell’Amministrazione e dei progettisti. Già quando era stato svelato il progetto preliminare, l’emozione prevalente nella sala consiliare del Comune di Viganò era stato lo stupore. Stupore nel vedere che tutte le idee proposte dai bambini, dagli adulti, dagli adolescenti e dagli anziani del paese erano state prese in considerazione e si erano trasformate in un progetto reale. Stupore che il 19 maggio 2012 si è poi trasformato in un’espressione di gioia, nel constatare che tutte le idee, tutte le promesse, tutte le aspettative, erano state soddisfatte. Ma la partecipazione a questo progetto non è finita dopo l’inagurazione del parco. A un anno di distanza siamo andati a visitare il parco. E abbiamo trovato tutto al suo posto. Le aree tematiche attrezzate con i giochi per i bambini più piccoli, lo spazio per gli esercizi fisici, i giochi pensati per gli adolescenti e la palestra di roccia. Anche il gelso e il vecchio torchio, dono della famiglia Rigamonti. A dimostrazione che la progettazione partecipata ha dato i suoi frutti, non solo perché il parco risponde esattamente alle esigenze dei cittadini, ma perché viene conservato in perfette condizioni, sia da chi si occupa “ufficialmente” della manutenzione, ma soprattutto dagli stessi visitatori, che lo sentono il “loro parco”, visto che lo hanno progettato in ogni più piccolo dettaglio. Anche il sindaco di Viganò ha confermato la nostra impressione: “La gestione procede senza problemi – ci ha raccontato Ghezzi – Abbiamo solo raccolto la lamentela di un cittadino che rilevava problemi di rumore e abbiamo demandato all’Arpa la misurazione. Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta, ma aspettiamo i risultati della misurazione per capire come procedere. Per il resto non devo lamentare nulla, anzi è sempre alto il gradimento da parte dei cittadini di Viganò e non”. Nessun episodio di vandalismo, in un’area che, prima della realizzazione del parco, ospitava già alcuni giochi, che però erano “vittima” di scritte e graffiti, e che erano stati rovinati quasi completamente. A livello di manutenzione e mantenimento del parco, perciò, la partecipazione ha dato ottimi frutti… “In questi giorni stiamo verniciando le panchine per meglio conservarle nel tempo. Ma non stiamo facendo altro. Non abbiamo notato atti di vandalismo nell’ultimo anno. Il parco è molto frequentato e apprezzato da tutti. Chiaramente si riempie soprattutto nella bella stagione e anche la sera, e nonostante il numero elevato di persone che lo frequentano, direi che l’intero impianto regge bene, sia nella dislocazione aree giochi che il resto. E’ tutto funzionale, e  con la crescita delle piante nel tempo si godrà molto meglio il tutto”.
Visto il successo consigliereste la progettazione partecipata anche ad altre amministrazioni? “Credo che è stata una delle esperienze più belle e azzeccate che abbiamo intrapreso come amministrazione comunale. La “vendo” sempre ai colleghi sindaci e la consiglio. Peccato che oggi opere del genere sono difficili da realizzare, per via del patto di stabilità… Ho però parlato con il nostro Parroco, che mi chiedeva della progettazione partecipata, nel caso dovessimo sistemare la piazza della chiesa. In questo progetto, non solo è coinvolto lui, ma sarà una esperienza di piazza partecipata sin dai primi ragionamenti. Come avvenuto anche per il parco”.

di Micaela Terzi

 

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