MONDIALI: UNA CHANCE PER LA MOBILITÀ

Settimana scorsa abbiamo parlato dell’impronta green che il Brasile ha cercato di dare ai Mondiali di Calcio tra stadi che sfoggiano tecnologie d’avanguardia per soluzioni ecosostenibli e magliette cucite con nuovi materiali che riducono l’impatto della CO2.
Ma il fenomeno è complesso, e gli aspetti da valutare sono tanti. 
I media, infatti, documentano le voci della protesta del popolo brasiliano che si innalzano nelle manifestazioni di questi giorni, spesso degenerate in scontri, in cui la gente urla che quello di cui il Brasile ha bisogno non è la coppa del mondo, ma educazione, salute e rispetto. 
Questo evento, infatti, garantisce quella visibilità ideale per portare avanti le proprie rivendicazioni sociali.
Per indagare il fenomeno, abbiamo deciso di dare la parola a chi il Paese lo conosce da vicino per capire come questa gente sta vivendo i mondiali e, più in generale, avere un’opinione rispetto alle scelte del governo brasiliano intorno alle tematiche della sostenibilità.

Oggi ci risponde Francisco, studioso di ingegneria meccanica presso l’Università di San Paolo.

Chi sei, di cosa ti occupi e qual è la tua storia legata al Brasile?
Il mio nome è Francisco, sono brasiliano e sto conseguendo un dottorato in ingegneria meccanica presso l’Università di San Paolo. Ho 28 anni, di cui 27 trascorsi in Brasile, e uno negli Stati Uniti.

Il Brasile si è preparato ai mondiali attraverso interventi di riqualificazione energetica sugli edifici e le strutture. Pensi che questa svolta green sia positiva e porterà uno sviluppo duraturo anche per le città in generale?
Sì, la tendenza green porterà certamente uno sviluppo positivo in Brasile dal il mio punto di vista, soprattutto relativamente alle soluzioni che tale tendenza comporta: il miglioramento della qualità del trasporto pubblico, la creazione di parchi, la riduzione dell’inquinamento, leggi più severe contro l’abuso dell’ambiente, eccetera. Tutto questo potrà contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita.

Quali sono gli interventi prioritari dal punto di vista delle infrastrutture in un Paese come il Brasile?
A mio parere sono il trasporto e servizi igienico-sanitari.

Diverse città brasiliane sono state teatro di scontri e manifestazioni contro le cifre spese per ospitare questi mondiali. Come i Brasiliani percepiscono questo evento? Un’ occasione o come un business per pochi?
La mia opinione è che si tratta di un business in cui solo alcuni stanno vincendo. Ad esempio, è positivo il cambiamento delle leggi conseguente all’adattamento agli standard richiesti dalla FIFA, fatto che  ha permesso di segnare un’importante record di “sostenibilità” rispetto alle altre Coppe del Mondo. È un’opportunità anche per il turismo che aumenterà indubbiamente durante la Coppa del Mondo, anche se non tutte le infrastrutture previste sono state completate. Tuttavia, il problema è che  non è stata la grande massa dei cittadini brasiliani a beneficiare di tutto ciò.

Come un avvenimento di questa portata potrà davvero creare le basi di un futuro sostenibile e equo? Quali sono secondo te gli ingredienti per far si che ciò sia possibile?
Un evento come questo potrebbe creare un buon punto di partenza per il miglioramento della mobilità attraverso investimenti pubblici per le metropolitane, per i treni, un miglioramento degli aeroporti, così da incoraggiare usi alternativi alle automobili personali, che spesso vengono utilizzati per il trasporto di una sola persona.

di Giulia Cattoni

In copertina: Brasil em festa © Thomás

 

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