MONDIALI: UN’ OPPORTUNITÀ MANCATA?

Abbiamo parlato dell’impronta green che il Brasile ha cercato di dare ai Mondiali di Calcio tra stadi che sfoggiano tecnologie d’avanguardia per soluzioni ecosostenibli e magliette cucite con nuovi materiali che riducono l’impatto della CO2.
Ma il fenomeno è complesso, e gli aspetti da valutare sono tanti. 
I media, infatti, documentano le voci della protesta del popolo brasiliano che si innalzano nelle manifestazioni di questi giorni, spesso degenerate in scontri, in cui la gente urla che quello di cui il Brasile ha bisogno non è la coppa del mondo, ma educazione, salute e rispetto. 
Questo evento, infatti, garantisce quella visibilità ideale per portare avanti le proprie rivendicazioni sociali.
Per indagare il fenomeno, abbiamo deciso di dare la parola a chi il Paese lo conosce da vicino per capire come questa gente sta vivendo i mondiali e, più in generale, avere un’opinione rispetto alle scelte del governo brasiliano intorno alle tematiche della sostenibilità.

Oggi ci rispondono Laura e Thais, cugine con vite molto differenti. Laura ha madre brasiliana e padre italiano e lavora nel settore agricolo.  Thais ha studiato economia e lavora nel marketing.

Chi sei, di cosa ti occupi e qual è la tua storia legata al Brasile?
L: Il mio nome è Laura Lapiccirella, mio padre è italiano e mia madre brasiliana, vivo a Minas Gerais, lavoro come tecnica nel settore agricolo-ambientale e mi occupo dell’amministrazione rurale. Ho sempre lavorato in ambienti legati alla gestione del bestiame e attualmente sto lavorando per un società che si occupa del monitoraggio agricolo del foraggio. L’azienda, insieme ad altre mette a disposizione alcuni locali come dormitorio durante la Coppa del Mondo.

T: Il mio nome è Thais, ho 23 anni e sono nata a San Paolo, città in cui vivo tuttora. All’Università ho studiato Amministrazione Aziendale e lavoro come consulente di marketing.

Il Brasile si è preparato ai mondiali attraverso interventi di riqualificazione energetica sugli edifici e le strutture. Pensi che questa svolta green sia positiva e porterà uno sviluppo duraturo anche per le città in generale?
L: La tendenza “verde” generalmente porta sempre uno sviluppo positivo, sia in termini di atteggiamento e sia dal punto di vista di aumento della consapevolezza della popolazione.

T: Ci si è preoccupati di investire nella sostenibilità nella costruzione di stadi, sia dal punto di vista ambientale, sia sociale, attraverso l’assunzione di lavoratori temporanei delle comunità locali e la creazione di nuovi posti di lavoro. Questi aspetti avranno un impatto positivo sul paese, a mio parere. Il problema più grande degli investimenti per la Coppa del Mondo è stato il denaro investito nella costruzione di stadi mostruosi, ma senza priorità di trasporto per raggiungerli. Inoltre, alcuni stadi sono stati costruiti nelle città che non hanno squadre di calcio locali, questo vuol dire che resteranno inutilizzati dopo la fine dei giochi.

Quali sono gli interventi prioritari dal punto di vista delle infrastrutture in un Paese come il Brasile?
L: Sanità e istruzione.

T: Il Brasile ha bisogno diverse interventi prioritari che sono stati ignorati durante il processo di preparazione per la Coppa del Mondo 2014. Ad esempio, per quanto riguarda la salute pubblica, gli ospedali per i poveri non offrono un buon servizio; nei trasporti urbani abbiamo ancora molta strada da fare prima di raggiungere l’efficienza che caratterizza la mobilità dei paesi del primo mondo; per quanto riguarda l’educazione, infine, le scuole pubbliche non offrono incentivi ai giovani che studiano e ciò non fa altro che aumentare la criminalità e la disoccupazione in Brasile.

Diverse città brasiliane sono state teatro di scontri e manifestazioni contro le cifre spese per ospitare questi mondiali. Come i Brasiliani percepiscono questo evento? Un’ occasione o come un business per pochi?
L: Per i Brasialiani la Coppa non rappresenta altro che spese inutili per la popolazione brasiliana. La gente si lamenta perché vede spese cifre esorbitanti in questa manifestazione quando, quello che reclamano, sono miglioramenti per le scuole, gli ospedali e i servizi igenici.

T: La Coppa è stato vista in modo negativo dalla stragrande maggioranza della popolazione che è indignata per la quantità di denaro speso per le infrastrutture, che saranno inutili in futuro, piuttosto che investire in ciò che conta davvero per lo sviluppo del Brasile. Sicuramente la popolazione vede la Coppa del Mondo come un business dove pochi stanno vincendo, e questi sono solo alcuni politici e alcuni rappresentanti di enti, e non la popolazione in generale.

Come un avvenimento di questa portata potrà davvero creare le basi di un futuro sostenibile e equo? Quali sono secondo te gli ingredienti per far si che ciò sia possibile?
L: Non c’è molto da fare. Quello che si può fare è continuare alcune attività negli stadi, come eventi o concerti ma saranno a pagamento e i brasiliani dovranno spendere altri soldi. Per quanto riguarda l’arena di Manaus, ad esempio, non c’è nessuna squadra che vi giocherà dopo la manifestazione. Quindi è stato totalmente inutile spendere così tanti soldi per una struttura del genere.

T: Credo che questo evento avrebbe potuto portato molte cose buone in Brasile, se fosse stato gestito correttamente. Gli ingredienti per creare le basi per un futuro sostenibile ed ecologico sono principalmente una buona programmazione e organizzazione, una corretta gestione del bilancio e un buon uso del denaro pubblico.

di Giulia Cattoni

In copertina: Brasil – São Paulo – Ribeirão Preto – Pôr do Sol © A. Duarte

 

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