LA STORIA IN PIAZZA 2015

Sesta edizione al via a Genova per “La Storia in Piazza”, ormai tradizionale appuntamento nel cartellone di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura: dal 16 al 19 aprile una maratona di incontri ad ingresso libero, dalle dieci del mattino a tarda sera, nelle suggestive sale del Palazzo Ducale genovese per parlare, e sentir parlare, di storia, filosofia, sociologia, politica, religione, e tutto ciò che in generale ruota in modo più o meno consueto intorno al tema di quest’anno, “Le Età del Capitalismo”.
Oltre alle conferenze che permetteranno di confrontarsi con relatori provenienti dai maggiori atenei europei e non solo, concerti, performances teatrali, laboratori didattici rivolti a scuole e famiglie, percorsi tematici in biblioteca, ed incontri in collaborazione con i principali interlocutori culturali della città, come l’Istituto Italiano di Tecnologia.

Donald Sassoon, coordinatore della manifestazione insieme a Luca Borzani, Alessandro Cavalli ed Antonio Gibelli, ha steso un programma fitto e variegato, che non vuole fare dell’appuntamento di quest’anno un simposio di storia economica. Si parlerà di capitalismo sì, delle sue origini, del suo sviluppo, della sua ascesa a modello dominante nelle economie di mezzo mondo. Ma l’intento è come sempre andare oltre le nozioni e fornire spunti, anche inconsueti, di riflessione. E quindi, analizzato grazie ai numerosi storici presenti il modello base, si passerà ai temi “scomodi”. Largo spazio soprattutto a come il capitalismo abbia comportato le profonde mutazioni che conosciamo, e le profonde ingiustizie: testimonianze dal mondo dei più poveri e spesso dimenticati, come il dodicenne Ikbal Masih, vittima della mafia dei tappeti in Pakistan, o come la strage di due anni fa a Rana Plaza, in Bangladesh, nella fabbrica che produceva per le multinazionali occidentali dell’abbigliamento in violazione delle più elementari norme di sicurezza. E ancora: come il capitalismo abbia delineato un mercato ed un’economia globalizzati, senza volto, e il declino delle sovranità nazionali; ma, ed è questo che ci piace di più, come d’altro canto questo stia portando ad un nuovo modello di città dei servizi e delle reti, e come paradossalmente questo nuovo modello faccia della gratuità il suo perno. Secondo gli studiosi infatti siamo in una nuova fase: il Capitalismo che alla fine del XIX secolo sembrava destinato ad essere soppiantato da nuove ideologie e teorie economiche ha vissuto la sua età dell’oro nella seconda metà del XX secolo, plasmando la realtà che noi oggi conosciamo. Ed ecco che “oggi l’ideologia dominante è il neoliberismo che deve affrontare un problema fondamentale, quello dei limiti ecologici della crescita. Infatti, oggi, i principali ostacoli alla continua espansione e alla stabilità del capitalismo non sono la lotta di classe o le aspirazioni rivoluzionarie dei dannati della terra o i fondamentalisti islamici, ma l’ecologia del pianeta. La crescita capitalistica potrebbe essa stessa destabilizzare il capitalismo”. Così Donald Sassoon ci riporta al rischio attuale del Capitalismo: un sistema destinato al collasso non tanto per le implicazioni economiche, ma per il rischio che il nostro pianeta, se non cambieranno le modalità di espansione, non sia in grado di supportare fisiologicamente tale espansione.
Appuntamento a Genova per il prossimo weekend, quindi, per nuovi spunti che ci permettano di disegnare un futuro più sostenibile e consapevole.

di Linda Celenza

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