ITALIA E AGENDA DIGITALE

È di qualche giorno fa la notizia che il Ministro Marianna Madia, ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione avrà le deleghe per l’Agenda digitale e assumerà la vigilanza sull’Agenzia per l’Italia digitale.
Ma cos’è l’Agenda Digitale? Istituita a marzo 2012 con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con altri dicasteri, rappresenta lo strumento attraverso cui gestire i settori strategici del nostro Paese nel nome di tecnologia e innovazione.

Ma facciamo un passo indietro. L’idea di una Agenda Digitale è figlia della Commissione Europea che nel 2010 la presenta come una delle iniziative fondanti della strategia Europa 2020, che fissa obiettivi per la crescita nell’Unione Europea da raggiungere appunto entro il 2020.

L’obiettivo generale di questo strumento è sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire non solo innovazione, ma anche crescita economica e progresso.
Ogni Stato si è impegnato così a recepire l’Agenda Digitale Europea nel proprio ordinamento, introducendo diversi principi che puntano al “mercato digitale unico” e alla connessione di dati.

Cosa cambia nel concreto? Ecco riassunti i principi cardine e i settori interessati dalla rivoluzione digitale:
Identità digitale per ciascun cittadino: carta di identità e tessera sanitaria elettronica; anagrafe unificata, archivio delle strade, domicilio digitale e posta elettronica certificata obbligatoria per le imprese.
Amministrazione digitale: dati e informazioni in formato aperto e accessibile compresi quelli della pubblica amministrazione, biglietti di viaggio elettronici, sistemi digitali per l’acquisto di beni e servizi, trasmissione obbligatoria dei documenti via Internet.
Istruzione digitale: certificati e fascicoli elettronici nelle università, testi scolastici digitali.
Sanità digitale: fascicoli sanitari elettronici, prescrizioni mediche digitali.
Informatica: forte impulso per la banda larga e ultralarga.
Moneta e fatturazione elettronica: pagamenti elettronici anche per le pubbliche amministrazioni, utilizzo della moneta elettronica.
Giustizia digitale: notifiche e biglietti di cancelleria dei tribunali per via elettronica, modifiche alla legge fallimentare per procedere in via telematica, ricerca e incentivi per società attive nelle nuove tecnologie.

A che punto siamo in Italia? Il nostro Paese ha già introdotto queste misure?
Lo scopriremo nella prossima puntata.

di Emanuela Donetti

In copertina: Italian Data © Philippe Put

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