I TRACCIATI TAV IN FRANCIA

L’assunzione del principio di partecipazione in Francia è il risultato da un lato di una presa di coscienza dell’impatto che alcuni progetti hanno sull’ambiente, e dall’altro di una evoluzione nella concezione del principio di concertazione già consolidato nei progetti di intervento sul territorio. A partire dalla legge n°76/629 del 10 luglio 1976, che garantisce a ciascun cittadino l’acceso ai documenti amministrativi, fino all’istituzione della commissione nazionale del Débat public nel 1996, il tema dell’inclusione dei cittadini nelle scelte strategiche della pubblica amministrazione è stato integrato nella vita politica francese. 

Sotto l’egida della commissione, “un dibattito pubblico può essere organizzato sugli obiettivi e le caratteristiche principali dei progetti nella fase della loro elaborazione” (dalla legge che istituisce il débat publilc).
È questo il caso del progetto di interconnessione sud delle linee ad alta velocità nella regione dell’Île-de-France. Istituito per legge, il dibattito è stato gestito da una commission particulière (CPDP), che si è fatta carico della pubblicazione del bilancio del processo e del resoconto del dibattito. Lo schema del débat public è semplice: il responsabile della realizzazione dell’opera (la rete ferroviaria francese) presenta e spiega il progetto in una serie di riunioni pubbliche, rispondendo apertamente e in totale trasparenza alle domande che vengono poste e dando accesso agli studi che hanno permesso di definire il progetto. Da questo dibattito pubblico ci si attendeva di entrare nel dettaglio delle decisioni grazie ai contributi dei partecipanti. In particolare, dal dialogo con i cittadini e gli attori indipendenti la rete ferroviaria francese si attendeva una elaborazione delle condizioni e i principi in base ai quali sviluppare il progetto, dettagliando gli obiettivi generali, l’offerta sul territorio e i corridoi di passaggio da privilegiare.
A partire dal 5 maggio 2010, dopo i primi contatti con gli animatori del Comitato organizzatore del progetto, sono stati contattati anche i prefetti della Regione e del dipartimento, i rappresentanti delle amministrazioni locali, gli eletti delle collettività territoriali a tutti i livelli, i responsabili associativi, i rappresentanti del tessuto economico e altri attori rilevanti. I primi interlocutori hanno raccomandato di volta involtaaltri organismi cui fare riferimento, estendendone la dimensione iniziale. Quasi 100 incontri hanno permesso di instaurare un dialogo con più di 200 persone, e di mettere in risalto con loro i temi più significativi così come i luoghi più opportuni per accogliere delle riunioni pubbliche. La Commissione ha dunque allargato il discorso ad altre comunità e valutato l’opportunità di tenere una o più riunioni in altre province, per testimoniare e rendere merito alla dimensione nazionaledelprogetto, e per rispondere alla mobilitazione di attori provenienti, in particolare, dalla costa atlantica. Il dibattito, secondo gli organizzatori, va giudicato non in base al conseguimento di una soluzione definitiva, quanto piuttosto l’accordo generale sui principi sui quali deve basarsi il progetto. Così è stato, e le ricadute sul tessuto sociale sono state evidenti: il dibattito pubblico è riuscito a stimolare la partecipazione attiva di diversi attori che hanno presentato numerose osservazioni e precisi contributi, di cui l’amministrazione e la rete ferroviaria hanno dovuto tener conto.

di Marco Vianello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *