GEOGRAFI: UNA PROFESSIONE DI NICCHIA

Geografo ed esperto di marketing territoriale, Alessandro De Martino, è impegnato su molteplici fronti. Professionalmente si occupa di pianificare e delineare strategie volte a rilanciare, sviluppare o trasformare un territorio in funzione delle sue caratteristiche; formativamente sta per conseguire un’ulteriore laurea specialistica nel GIS, specializzandosi inoltre in accessibilità, mobilità e trasporto pubblico.
Instancabile e consapevole che “gli sbocchi professionali sono potenzialmente molteplici ma piuttosto di nicchia e quindi difficili da raggiungere”, De Martino continua nella sua “missione specializzazione” per essere un vero geografo, “figura di mezzo tra il mondo umanistico e quello scientifico, colui che ha una particolare sensibilità verso l’ambiente naturale e le sue dinamiche, tramite indiscusso tra amministrazioni, tecnici e cittadini”. E per quanto non sia possibile riuscire a formulare una definizione di geografo che vada univocamente bene, si può confermare il tratto distintivo di questa figura professionale: la sua spiccata multidisciplinarietà. “Chi sia e cosa faccia un geografo dipende molto da quella che è la sua specializzazione, io sto seguendo questa strada, sperando che sia quella giusta, e mi ritengo fortunato a poter fare un lavoro in linea con quello che ho studiato e, soprattutto, che mi piace davvero”. Quanti di noi possono dire lo stesso?

11. Chi è il geografo oggi e cosa fa?
Bella domanda! Magari si potesse definire la figura del geografo così facilmente. Non è possibile dare una definizione di geografo che vada univocamente bene. Il geografo è sicuramente colui che ha una particolare sensibilità verso l’ambiente naturale e le sue dinamiche, ma chi sia e cosa faccia dipende molto da quella che è la sua specializzazione. La geografia può essere divisa in due macrocategorie: geografia fisica e geografia umana; le specializzazioni sono molteplici: geografia economica, politica, urbana, l’idrologia o la geomorfologia. Se tutto ciò rappresenta una ricchezza e rende particolarmente interessante un percorso di studi multidisciplinare, è vero anche che questa pluralità di indirizzi fa si che ci sia poca chiarezza sulla figura del geografo, che questa non sia ben conosciuta ed inserita nel mondo del lavoro, rendendone particolarmente complicata la formazione professionale.

2. Lei si rivede in questo profilo?
Si, mi riconosco in questo profilo: particolarmente curioso nello scoprire il mondo, specialista GIS e, come molti altri geografi che hanno ricevuto sia una educazione umanistica che scientifica, figura di mezzo tra il mondo umanistico e quello scientifico.

3. Perché secondo lei questa professione non è molto diffusa?
Credo che le cause possano essere molteplici. Innanzi tutto, come già accennato precedentemente, la varietà di specializzazioni insite nella figura del geografo rende maggiormente difficile far conoscere e riconoscere la figura professionale al mondo esterno (lavorativo e non). Tutto ciò non è di certo aiutato dalla poca tradizione geografica italiana che fa sì che questo profilo formativo sia spesso ritenuto non necessario nel mondo lavorativo. In secondo luogo perché è una figura che dà poche garanzie di lavoro. Gli sbocchi professionali sono potenzialmente molteplici ma piuttosto di nicchia e quindi difficili da raggiungere. Terzo, basandomi sulla mia esperienza, credo che il percorso di studi dovrebbe formare figure meglio preparate e più facili da integrare nel mondo del lavoro. Fare una laurea specialistica che non specializza, che non aggiunge quasi nulla ad una laurea triennale e che, per ragioni di crediti universitari, ti obbliga a studiare materie come storia medievale, è ovviamente controproducente.

4. Che ruolo può assumere un geografo nella pianificazione del territorio e nella progettazione delle smart cities?
Per sua indole e per sua formazione culturale, il geografo potrebbe ottimamente svolgere la funzione di coordinatore nei processi di pianificazione del territorio e nella progettazione delle smart cities. Può infatti essere tramite indiscusso tra amministrazioni, tecnici e cittadini.

5. Come spiegherebbe ai “non addetti ai lavori” i punti chiave dei suoi lavori e delle sue attività professionali?
Durante i miei studi il tema sul quale mi sono concentrato maggiormente è stato quello del marketing territoriale, un insieme di strategie volte a rilanciare, sviluppare o trasformare un territorio in funzione delle sue caratteristiche ed esigenze. Oggi collaboro con una società che si occupa di pianificazione territoriale e mobilità e sto terminando un’ulteriore laurea specialistica nel GIS. L’interesse dei miei studi attuali riguarda l’accessibilità, la mobilità e il trasporto pubblico.

GIS

6. Che aspettative ha sulla futura applicazione della “professione geografo” nella società contemporanea?
A oggi non sono molto fiducioso. Nonostante ritenga che i possibili sbocchi professionali di un geografo siano molteplici, credo che le reali possibilità lavorative siano piuttosto basse. A mio avviso una delle possibili soluzioni è la specializzazione; ma riuscire a farlo è ovviamente difficile visto che mancano le occasioni professionali. Io sto comunque seguendo questa strada, sperando che sia quella giusta, e mi ritengo fortunato a poter fare un lavoro in linea con quello che ho studiato e, soprattutto, che mi piace.

7. Qual è la domanda più strana che le è stata fatta in merito alla sua professione?
Ogni geografo deve sapere che ci sarà sempre qualcuno che ti chiederà il nome di qualche capitale. Sempre.

8. La capitale del Kiribati?
Appunto: non la so!

di Monica di Maio

In copertina: Kiribati flag in the wind © Kahunapule Michael Johnson

 

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