G7: LA CARTA DI BOLOGNA

A Bologna, città pioniera nell’ambito di sostenibilità e tutela del territorio, in occasione del G7 Ambiente, le 14 Città Metropolitane italiane hanno segnato un bel traguardo green: la sottoscrizione, alla presenza del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e del Presidente di Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, della Carta di Bologna, documento redatto dalla stessa città di Bologna con ANCI, ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e Urban@it – Centro Nazionale di studi per le politiche urbane.

Un traguardo che è simultaneamente un punto di partenza, un primo step verso il raggiungimento degli obiettivi posti dall’Agenda ONU 2030, ed è il primo passo strutturato, concreto e uniforme delle Città Metropolitane sul fronte della sostenibilità ambientale.

Uso sostenibile del suolo e soluzioni basate sui processi naturali, economia circolare, adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione del rischio, transizione energetica, qualità dell’aria, qualità delle acque,  ecosistemi verde urbano e tutela della biodiversità, mobilità sostenibile: gli otto temi al centro del documento, con i relativi obiettivi internazionali, obiettivi per le città metropolitane e le aree urbane e le prospettive nazionali. Vediamo un po’ più da vicino gli obiettivi “urbani” degli otto punti.

  1. Uso sostenibile del suolo e soluzioni basate sui processi naturali: ridurre del 20% del consumo netto di suolo al 2020, centramento delle politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana, con attenzione alla dispersione insediativa, al trasporto pubblico sostenibile e ai servizi al cittadino, e promozione di una pianificazione del territorio e una gestione ambientale integrate e partecipate.
  2. Economia circolare: raggiungere gli obiettivi europei più ambiziosi (riciclo 70%, discarica max 5% dei rifiuti) al 2030, riducendo la produzione dei rifiuti al di sotto della media europea e portando la raccolta differenziata ad almeno il 70% nel 2025 e l’80% nel 2030 (47,5% nel 2015 a livello nazionale).
  3. Adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione del rischio: redigere Piani locali di adattamento ai cambiamenti climatici e di prevenzione dei rischi di disastri (Nuovo Patto dei Sindaci per il clima e l’energia 2015) integrati tra di loro e con gli altri strumenti di pianificazione da rendere operativi entro il 2020, e riconoscere il ruolo fondamentale delle infrastrutture verdi.
  4. Transizione energetica: anticipare al 2025 gli obiettivi europei al 2030 anche attraverso i Piani di azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc) del Nuovo Patto dei Sindaci.
  5. Qualità dell’aria: rispetto dei limiti dell’OMS per il particolato sottile entro il 2025, attraverso misure a livello locale e anche strutturali.
  6. Qualità delle acque: ridurre del 10–20% le perdite delle reti di distribuzione idrica entro il 2030 e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, portandoli allo stato di buono per tutte le acque entro il 2025.
  7. Ecosistemi, verde urbano e tutela della biodiversità: raggiungere i 45 mq di superficie media di verde urbano per abitante, controllare la forma urbana e la distribuzione territoriale e realizzare infrastrutture verdi, creare dei sistemi connessi attuando le reti ecologiche, promozione della green economy e di un utilizzo razionale delle risorse naturali.
  8. Mobilità sostenibile: raggiungere almeno il 50% del riparto modale tra auto e moto e le altre forme di mobilità entro il 2020 e approvazione a questo fine dei Piani metropolitani per la mobilità sostenibile. Riguardo a questo punto il ministro Galletti ha annunciato l’arrivo di 60 milioni di euro per la mobilità sostenibile nelle città: “Ai 35 milioni di euro già assegnati ai Comuni se ne aggiungono altri 25, grazie ai quali saremo in grado di soddisfare quasi tutte le richieste che gli enti hanno avanzato”.

“Noi Sindaci riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica, che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese” dichiara Virginio Merola, Sindaco della Città metropolitana di Bologna e promotore della Carta di Bologna. “Per questo intendiamo assumerci tutto l’impegno e la responsabilità che sono necessari e siamo pronti a misurare in modo trasparente, attraverso la definizione di obiettivi quantitativi e temporali, il nostro progresso verso il conseguimento dei traguardi degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs). Ci auguriamo che il Governo elabori un’Agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete”.

Se vi interessa leggere integralmente il testo della Carta di Bologna, la trovate qui.

In copertina: Green Village 9 giugno 2017 © Francesco Pierantoni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *