Il team di Meccatronica Pistoiese che ha realizzato il VIP

UNO SGUARDO ATTENTO SUL TERRITORIO

Proviamo a immaginare come sarà Pistoia tra 20 o 30 anni. E’ da questa sfida che è nata l’Associazione Pistoia Futura. Un “Laboratorio Provinciale per la Programmazione Strategica” (questa la definizione che si legge sul sito) che ha lo scopo di mettere a sistema tutte le eccellenze del territorio pistoiese, per trasformarle in progetti reali, con ricadute socio-economiche positive sullo stesso. Ce ne ha parlato il Coordinatore esecutivo dell’associazione, Veronica Elena Bocci, che abbiamo incontrato lo scorso mese di novembre a Mobilis. Alla Conferenza internazionale sulla mobilità urbana, Pistoia Futura ha “accompagnato” un gruppo di imprese toscane, che ha presentato il progetto del VIP, un innovativo veicolo elettrico per i centri cittadini.

Veronica, come è nata l’idea di questa associazione?
“Pistoia Futura è nata grazie a una serie di enti locali, che hanno deciso di unire gli sforzi per pensare a come saranno la nostra città e il territorio provinciale, nel giro di 20-30 anni. Siamo partiti nel 2005 con un Osservatorio, che aveva l’obiettivo di facilitare i partenariati tra enti pubblici, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali ed altri soggetti protagonisti dello sviluppo locale. L’idea era quella di unire le energie di tutti questi attori per  promuovere attività di analisi e individuare progetti prioritari e le relative modalità realizzative, proponendo le collaborazioni necessarie”.

Ma nel giro di poco tempo l’associazione si è trasformata…
“Sì, siamo diventati un vero e proprio Laboratorio di idee che però non si accontenta di fare ricerca. Lavoriamo su progetti concreti. Oggi siamo una sorta di cabina di regia per la realizzazione di progetti che hanno come obiettivo lo sviluppo socio-economico del territorio provinciale. Lavoriamo mettendo insieme sforzi di “visione” a medio e lungo termine con iniziative concrete che saranno realizzate mediante la più ampia collaborazione con i vari attori territoriali”.


Il vostro approccio si basa quindi fondamentalmente sul marketing territoriale?
“Certamente. Siamo partiti da una constatazione, e cioè che sul nostro territorio si vive bene perché in un certo senso siamo rimasti ancora ai margini di un certo tipo di modernizzazione. Abbiamo grandi eccellenze, come ad esempio il vivaismo o il settore ferroviario (la Toscana è l’unica regione a poter vantare al suo interno tutta la filiera), ma vogliamo che crescano secondo un modello di innovazione che si basa sullo sviluppo sostenibile. Da qui ha preso vita l’idea di creare dei veri e propri Poli dell’innovazione, basati su ciò che già sappiamo fare, e fare molto bene. Vogliamo trasformare l’area metropolitana Prato-Firenze-Pistoia un grande laboratorio a cielo aperto, dove far nascere e sviluppare grandi progetti”.

Nel 2011 è nato quindi il Distretto per le tecnologie ferroviarie, l’alta velocità e la sicurezza delle reti.
“Pistoia è famosa per essere da oltre 100 anni luogo di progettazione e produzione di materiale rotabile (treni, tram, sistemi per la sicurezza ferroviaria ecc.) ed ora, grazie all’aggiudicazione della commessa di Trenitalia per l’Alta Velocità, sarà anche luogo di produzione dei treni superveloci V300 Zefiro, che sfrecceranno sulla rete ferroviaria italiana ad oltre 380 km/h: la velocità più alta al mondo. L’Alta Velocità non potrebbe esistere senza adeguati sistemi di controllo, e Pistoia possiede anche le eccellenze industriali nel settore della progettazione e produzione di sistemi di alimentazione e di controllo dell’alta velocità”.

Ma la città è anche ai vertici europei del vivaismo ornamentale. E su questo tema, per meglio tutelare il settore e promuovere ulteriormente il suo sviluppo anche in termini di innovazione di prodotto ed ambientale, si è deciso di creare un Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale.

Quali sono i punti di forza della vostra associazione?

“Sicuramente conosciamo molto bene il nostro territorio, e da questo partiamo per capire cosa fare per arrivare alla Pistoia che vorremmo. Non ci limitiamo al ruolo di osservatori, come già detto, ma lanciamo progetti in cui coinvolgiamo numerose risorse presenti sul territorio. Inoltre la forza di un sistema come quello che abbiamo messo in piedi è che l’intero territorio parla con un interlocutore unico, senza dispersioni. E quando Pistoia Futura parla, parla davvero tutto il territorio!”.

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