SARDEGNA, OLBIA E NUORO LE PIU’ COLPITE

Una nota del Ministero dell’Interno comunica che nella giornata di ieri, 19 novembre, sono stati più di seicento gli interventi che i Vigili del Fuoco hanno effettuato per fronteggiare i danni della ‘bomba d’acqua’ che in 24 ore è caduta sulle terre sarde. Come sottolinea il capo del dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli “ si tratta di una quantità che normalmente cade in 6 mesi”.
Come anticipato in un nostro precedente articolo il  Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza per l’isola, stanziando 20 milioni di euro per fare fronte nell’immediato ai danni.

Le attività di soccorso e monitoraggio proseguono anche in queste ore soprattutto nei territori di Olbia e Nuoro, i più colpiti. Nel nuorese i comuni più in difficoltà sono quelli di Bitti, Lula, Onani, Oliena, Macomer, Orgosolo, Orosei, Gastelli, Dorgali e Nuoro città. Sulla strada Nuoro-Oliena sono crollati i ponti a Norgheri e nuraghe di Badu ‘e Chercu e sulla Nuoro-Orgosolo è crollato il ponte presso la diga in costruzione di Cumbidanovu a Orgosolo. Durante le operazioni di soccorso a Bitti un automezzo dei Vigili è sprofondato in una voragine e un operatore è stato trasportato in ospedale. A Oristano le località più colpite sono San Nicolò d’Arcidano, Solarussa e Uras, mentre a Sassari il maltempo si è concentrato sui territori di Olbia e Arzachena, facendo straripare vari corsi d’acqua. Sulla statale Olbia Tempio, è crollato un ponte in località Monte Pinu, seppellendo alcune auto nel crollo, tre i corpi senza vita recuperati dai Vigili.

Anche dalla COP19 di Varsavia arrivano dichiarazioni e primi commenti a caldo. Lou Del Bello, reporter per The Climate News Mosaic, ha intervistato a Varsavia il meteorologo e divulgatore ambientale Luca Lombroso che ha spiegato come questo evento sia strettamente connesso ai cambiamenti climatici: “La Sardegna è stata colpita da una forte alluvione causata da un ciclone formatosi nel Mediterraneo, evento non inusuale per questo mare. Ma, a differenza del passato, i cicloni sono diventati più intensi e frequenti. Nello specifico, questo tipo di evento possiede le caratteristiche del ciclone tropicale (TLC). Questi fenomeni avvengono perché il mare è più caldo rispetto al passato e rilascia più vapore. Più vapore acqueo in atmosfera significa più energia e più precipitazioni”. Fenomeni come questo, portano all’attenzione due grandi temi: quello dell’adattamento climatico e quello legato alle strategie di mitigazione. Azioni che devono essere complementari e procedere di pari passo.

di Stefania Mancuso

In copertina: Sardegna © YOY & TAL

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