RIFIUTI D’ITALIA

C’è ancora molta strada da fare. Questo lo scenario emerso da “L’italia del riciclo”, il rapporto annuale sul riciclo ed il recupero dei rifiuti presentato a Roma lo scorso 5 Dicembre di cui vi avevamo parlato in un nostro precedente articolo.
Il primo dato evidenzia che nel nostro Paese solo il 33% dei rifiuti viene recuperato, mentre la restante percentuale giunge direttamente nelle discariche. Se analizziamo il dato a livello regionale, notiamo che vi è un grosso divario tra Nord e Sud Italia. Si passa infatti dal 25% di smaltimento in discarica per le regioni settentrionali, contro il 66% nel Sud con punte che arrivano all’80% per Sicilia, Basilicata e Molise.
E in Europa?
Peggio di noi fanno solo Portogallo e Grecia, che recuperano il 19% e il 18% dei rifiuti urbani. Chi possiede le migliori performance in termini di riciclo è rappresentato da Paesi come Austria, con il 70%; Germania e Belgio con 62%, Paesi Bassi con il 61%, Svezia e Danimarca con il 50% e il 42%.
Un secondo aspetto riguarda il recupero sotto forma di materia. Anche in questo caso, attestandoci al 20% (escluso il compostaggio) siamo sotto la media europea che è del 26%. Lo stesso vale per per compostaggio (13%) e il recupero energetico (18%) a fronte di una media del 16% e 29%.
Un dato positivo arriva invece dal riciclo degli imballaggi che si mantiene su buoni livelli sia in termini di quantitativi (7,5 milioni di tonnellate) che per quanto riguarda il tasso di riciclo (stabile al 64%).
In particolare sono in aumento i tassi di riciclo di carta (+3%), plastica (+4%) e vetro (+7%), scendono invece l’acciaio (-1%), l’alluminio (-13%) e il legno (-5%).

Quali sono le ragioni di questo divario tra nazioni?
Per provare a dare una spiegazione possiamo ragionare in termini di gestione dei rifiuti, considerando una serie di fattori che si rilevano strategici e che concorrono a raggiungere un grado superiore di efficienza.
In Italia ad esempio vi è una bassa tassazione sullo smaltimento in discarica (15 euro a tonnellate contro le 40 in Germania), inoltre nei Paesi che hanno un bassissimo ricorso alla discarica si hanno alte percentuali di trattamento termico, compostaggio e riciclaggio, forme di gestione che ci vedono ancora una volta sotto la media europea.
Cosa comporta una gestione poco efficiente? I costi lievitano così come le procedure di infrazione che riguardano le nostre discariche.
Nella gestione dei rifiuti urbani è ancora diffusa la convinzione che ad un aumento della raccolta differenziata segua anche un aumento di gestione dei costi e delle tasse sui rifiuti. In realtà è proprio il contrario. Dalla comparazione dei costi emerge che nelle regioni con i livelli più alti di raccolta differenziata i costi sia per abitante/anno sia per chilogrammo sono inferiori rispetto a quelli sostenuti in regioni con raccolta differenziata più bassa.
Prendiamo il caso di Lombardia e Sicilia. La prima, con una percentuale di raccolta differenziata del 47,4% ha un costo di gestione dei rifiuti urbani per abitante di 124,5 euro all’anno e un costo al chilogrammo di 24,65 centesimi di euro. La seconda, con una percentuale di raccolta del 7,3% ha un costo di abitante di 150,77 euro e al chilogrammo di 29,83 centesimi di euro.
Le inefficienze hanno un costo e anche l’Europa ci chiede il conto.
A luglio 2009 è scaduto il termine che imponeva l’adeguamento delle discariche esistenti ai requisti della direttiva 31 del 1999 che riguarda proprio le discariche di rifiuti. Ad oggi in Italia ancora 102 discariche non sono conformi. Questa “mancanza” è costata al nostro paese la messa in mora da parte della Commissione Europea e l’obbligo al pagamento di un multa di 56 milioni di euro a cui va aggiunta un’ammenda giornaliera di 256.816,20 euro per il periodo che trascorrerà tra un’eventuale seconda condanna e l’auspicabile adeguamento delle discariche di casa nostra ai principi europei così come alla normativa italiana.

di Stefania Mancuso
In copertina: il termovalorizzatore di Brescia che recupera energia elettrica e termica dai rifiuti della raccolta differenziata

2 thoughts on “RIFIUTI D’ITALIA

  1. Articolo molto interessante che fa il punto della situazione sulla gestione dei rifiuti urbani. Mi sembra però fuori luogo mostrare un inceneritore, chiamandolo termovalorizzatore, che tutto è ma non è certo un buon esempio di sostenibilità ambientale.
    Infine, non si menzionano i programmi Rifiuti Zero, primo passo verso un miglioramento del sistema

    • Caro Roberto, ti ringraziamo per il tuo commento e le tue segnalazioni. Data la vastità dell’argomento, l’articolo si concentra solo sui contenuti emersi durante la presentazione del Rapporto “L’Italia del riciclo 2012” e quindi per questa ragione tralascia programmi o iniziative precedenti. In futuro ci occuperemo ancora di questo tema e speriamo ci sia spazio per un ulteriore approfondimento.
      L’immagine rappresenta un impianto che ha a che fare con la gestione dei rifiuti nel nostro paese, e seppur discusso, presenta comunque dei risvolti interessanti in termini di depurazione dei gas di combustione e della produzione di energia elettrica e termica che convergono poi in una rete di teleriscaldamento per la città di Brescia. Grazie ancora, La Redazione

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