RICICLO RIFIUTI, SERVONO REGOLE CHIARE

Lo scorso 5 dicembre, la Fondazione Sviluppo Sostenibile in collaborazione con FISE Unire (l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) ha presentato il Rapporto “L’Italia del Riciclo 2013”.
Dalla ricerca è emerso che nel nostro Paese oltre il 65% dei nostri imballaggi viene avviato a riciclo (boom per carta, vetro e acciaio), mentre il 43% dei nostri rifiuti urbani viene ancora smaltito in discarica.

Nonostante l’impatto della crisi quindi,  l’industria del riciclo rifiuti continua a crescere (nel 2012 +2% vs 2011 nel tasso di riciclo imballaggi) e a sostenere settori industriali: dalla siderurgia, al vetro e al tessile.  Occorre però promuovere il riciclo dei rifiuti attraverso misure omogenee sull’intero territorio nazionale e ridurre significativamente l’attuale percentuale di smaltimento in discarica (43% dei rifiuti urbani), adeguando il quadro normativo a quanto previsto in sede europea (Direttiva quadro 98/2008/CE) con la reale applicazione della priorità del riciclo di materia rispetto ad altre forme di gestione.

Lo studio evidenzia come ancora molta strada resti da percorrere per la piena attuazione di una “società del riciclo” e come gli attuali pur buoni livelli e capacità di riciclo abbiano margini di miglioramento, soprattutto in alcuni comparti quali il riciclaggio della gomma, dei rifiuti elettronici e degli inerti da costruzione e demolizione.
Per raggiungere obiettivi più ambiziosi il settore necessita di regole chiare e applicabili e soprattutto di omogenee condizioni e tempi di rilascio delle autorizzazioni ambientali.

E’ necessario, affermano le Associazioni promotrici del Rapporto, che il Governo sostenga una seria politica di supporto allo sviluppo del riciclo dei rifiuti che lo renda effettivamente competitivo in tutte le filiere, sia sull’uso di materie prime vergini, sia sul recupero energetico; tale risultato si può centrare prevedendo idonei strumenti economici, quando necessari, valorizzando l’utilizzo di impianti di recupero di prossimità (ove possibile), disincentivando lo smaltimento in discarica rendendolo più costoso e promuovendo al contempo la qualificazione delle aziende del settore e dei prodotti ottenuti con materiali riciclati.

di Stefania Mancuso 

In copertina: Ri-ciclo © Sonia Golemme

 

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