CLIMA E CATASTROFI: INVERTIRE LA ROTTA

Dalla Cop 19, la conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici a Varsavia, il WWF Italia lancia l’allarme clima. “L’alluvione in Sardegna è solo il più recente, drammatico evento, reso estremo dai cambiamenti climatici, secondo uno schema tristemente noto da tante catastrofi naturali a livello globale, e i cui impatti sono resi più gravi dalla debolezza del nostro paese sul fronte del dissesto idrogeologico e del consumo di suolo” denuncia il WWF Italia “Siamo tra l’incudine e il martello e agire è sempre più urgente: da un lato dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo per fermare il cambiamento climatico galoppante; dall’altro dobbiamo garantire al più presto all’Italia i fondi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la manutenzione del territorio che garantiscano azioni concrete contro il rischio idrogeologico in un paese cementificato, ogni anno più vulnerabile.”

Il WWF Italia ricorda ancora una volta come sia indispensabile stanziare i fondi preventivati dal “piano di adattamento ai cambiamenti climatici e manutenzione del territorio” proposto un anno fa dall’allora ministro dell’Ambiente Clini, ma mai stanziati dal CIPE (Comitato Interministeriale per Programmazione Economica), ovvero 1,6 miliardi all’anno per i prossimi 20 anni. Alla luce di queste esigenze risulta insufficiente lo stanziamento di 30 milioni di euro di nuovi fondi per il prossimo anno, e di 180 milioni di euro sino al 2016, per contrastare il rischio idrogeologico previsto nella Legge di Stabilità 2014. “Purtroppo si continua ad ignorare la necessità di attuare una seria politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni nel nostro Paese. Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne abbiamo spesi oltre 2,5 per riparare i danni”.

Il cambiamento climatico non è un’invenzione. E tragedie come quella sarda ne sono la dimostrazione. Prima di Oristano, Nuoro e Olbia, sono state colpite Genova, la Versilia, la Lunigiana, la Valtellina, il Po, le fiumare calabre e campane.  Le cause? “Le precipitazioni sempre più intense per i cambiamenti climatici in atto in un territorio ogni anno più vulnerabile dal consumo di suolo, dalla canalizzazione dei fiumi e da una politica che non prende sul serio la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e continua ad affidarsi solo ad interventi che rispondono solo a logiche di emergenza e che risultano spesso inefficaci e controproducenti” .

L’appello ora è al Ministro dell’Ambiente Orlando, in partenza oggi per Varsavia. Invertire la rotta ormai non è più una scelta, ma un obbligo.

di Stefania Mancuso

In copertina: Dopo l’alluvione © Cristiano Cani

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