OPEN DATA: I CIVIC HACKER

Se nello scorso articolo vi abbiamo parlato di cosa sono gli open data e a cosa servono, in questa puntata cercheremo di affrontare questo tema dal punto di vista delle persone (cittadini, politici, enti pubblici) evidenziando come i dati aperti organizzati da reti di cittadini e appassionati oggi rappresentino uno straordinario strumento di conoscenza che avvicina le persone nel viaggio verso la condivisione del sapere alla portata di tutti.

Condivisione delle informazioni, digitalizzazione, pubblicazione dei dati pubblici e ammodernamento della PA rappresentano necessità sempre più urgenti per l’Italia e le pubbliche amministrazioni. Un percorso lungo e tortuoso, che spesso vede i piccoli e medi comuni del bel paese arrancare anche a causa delle risorse economiche sempre più esigue.
Come costruire allora una cultura digitale?

A favorire il processo ci sono i civic hacker, persone che hanno a cuore la città in tutti i suoi aspetti e fanno rete in maniera creativa per veicolare informazioni e conoscenze. Rappresentano una forma tutta nuova di impegno civico in cui la voglia di fare e di dare una mano nella strada verso la digitalizzazione si mescolano alla passione per il web e alle nuove opportunità che offre.
Ne è un esempio Monithon, piattaforma di monitoraggio civico nata dalla collaborazione di cittadini con il pallino degli open data e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica che ha messo a disposizione su OpenCoesione.gov.it i dati dei progetti finanziati dalle politiche di coesione territoriale attraverso fondi strutturali europei e nazionali. Si tratta di una iniziativa indipendente che documenta lo stato di avanzamento, l’impatto sul territorio e suggerisce come migliorare l’implementazione dei progetti stessi. Sullo stesso filone c’è anche il progetto destinato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado “A Scuola di Open Coesione che si concentra sulla formazione alla conoscenza e all’utilizzo civico degli open data. L’obiettivo è coinvolgere e sensibilizzare studenti e insegnanti verso l’utilizzo di contenuti e strumenti per conoscere e monitorare i progetti delle politiche di coesione, costruire percorsi didattici interdisciplinari a partire dai progetti finanziati sui rispettivi territori e arricchire, tramite crowdsourcing, la base informativa di OpenCoesione aggiungendo informazioni e dati che non sono al momento disponibili.

A livello locale come i comuni spendono i soldi in bilancio? Ciascun cittadino può scoprirlo consultando il database OpenBilanci, progetto dell’associazione indipendente OpenPolis che promuove trasparenza e partecipazione e che fornisce informazioni sui dati delle PA permettendo anche di incrociare e confrontare numeri e periodi temporali diversi. Accanto a OpenBilanci sono nati anche OpenMunicipio, OpenCittadino e OpenParlamento attraverso i quali avvicinarsi alla vita politica del proprio comune e monitorare l’operato degli amministratori pubblici sarà più semplice.

E per i grandi eventi? Con Open Expo possiamo tenere monitorati i lavori della Grande Esposizione Universale del 2015 e conoscere le gare di beni e servizi, i dettagli di ciascun lotto e l’anagrafica completa dei fornitori.

Ma il mondo degli open data e degli strumenti a disposizione dei cittadini non finisce qui. Nella prossima puntata parleremo delle diverse piattaforme (siti, application, ecc.) che consentono segnalazioni dirette da parte dei cittadini alle PA.
Strumenti che avvicinano e accorciano le distanze tra persone, politica e centri decisionali contribuendo alla realizzazione di una società digitale informata e consapevole.

In copertina: Open Data © Open Data Institute

 

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