MOBILE WORLD CONGRESS 2017: DAY ONE

Barcellona, lunedì 27 febbraio. Ha inizio l’evento che riunisce gli esperti, i tecnici, i giornalisti e il mondo business, tutti interessati al mondo mobile e che fa diventare la capitale catalana il centro del mondo tecnologico, la vetrina internazionale più importante per tutte le maggiori novità sul mondo sui device mobili.

MWC, Mobile World Congress, dà il suo benvenuto ai partecipanti della fiera con il primo Keynote 1: “Mobile, The Next Element”. Quali sono gli scenari, le prospettive, le opportunità e i rischi del nostro prossimo futuro? Il primo speaker è Mats Granryd, direttore generale di GSMA: “Il Mobile non è solo uno strumento per comunicare: è la tecnologia del nostro futuro. Mobile è un fenomeno alla base di tutto ciò che facciamo. È fondamentale nella nostra vita quotidiana, è rivoluzionario, dinamico. È la forza che sta dietro l’innovazione emergente e ogni pensiero all’avanguardia. Il ruolo del mobile oggi è elementare”. Per questo Mobile is the next element. “Oggi si registrano 8 miliardi di connessioni con dispositivi mobile e si stima che di queste il 41% possa navigare con reti 4G entro il 2020 e la diffusione del 5G permetterà di collegare in modo simultaneo persone, oggetti e macchine”. E connessione vuol dire anche generazione di dati: “Sarà un cambiamento generazionale perché permetterà il funzionamento di tanti nuovi servizi di valore. Si stimano 1 milione di device connessi ogni chilometro quadrato e si stima che entro il 2025 si registreranno 1,1 miliardo di connessioni su rete 5G“.
Siamo la società dei big data” continua Granryd “e con il loro giusto uso ci auguriamo di risolvere due grandi problemi mondiali: le epidemie e i disastri naturali“.

Sul palco spicca anche anche Masayoshi Son (CEO di Softbank), brillante e ironico, che introduce un altro di quei temi che saranno protagonisti della quattro giorni: l’intelligenza artificiale. “Tra 30 anni i computer supereranno l’intelligenza dell’uomo. In media l’uomo ha un Q.I. pari a 100 mentre i geni come Da Vinci o Einstein arrivano quasi a 200. Secondo alcune stime la AI può arrivare ad un valore di 10.000. Nei prossimi 30 anni conteremo 1 trilione di device IoT“.
Ciò pone in modo inconfutabile una questione che, se non affrontata nel modo migliore, può diventare un insormontabile problema: quello della sicurezza della rete. Connettività e sicurezza sono un binomio imprescindibile per resistere agli attacchi di hacker che potrebbero letteralmente far collassare ogni nostro sistema.
Oggi viviamo la nascita fra super-intelligenza. È un bene o un male? Si tratta di una domanda prima di tutto di carattere filosofico” ma, nei fatti, è ciò che nel futuro porterà prevedibilmente l’umanità a dover trattare con diversi e pericolosi rischi che Masayoshi Son elenca: i cambiamenti climatici e le conseguenze estreme sull’ambiente, governance non efficienti e il collasso del sistema, la gestione delle nanotecnologie, della biologia sintetica, di pandemie globali, delle guerre nucleari e della gestione della AI. “Ma tra questi ce n’è uno che, se usato con coscienza e buon senso, può risolvere gli altri, ed è l’intelligenza artificiale“. Una sferzata di ottimismo in prospettiva di un futuro tanto oscuro quanto attraente.

di Giulia Cattoni

In copertina: The next element © Giulia Cattoni

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