IL DOPOEXPO DI GUALTIERI

Urbano Creativo procede con le interviste a importanti personaggi che hanno gravitato nella sede di Expo per parlare di idee, prospettive e progetti di spicco riguardo le prospettive del DopoExpo.

Nella scorsa intervista abbiamo parlato con Biraghi, expottimista per eccellenza che ci ha raccontato la sua visione di questa area che attende impazientemente di essere riconvertita in un Polo d’eccellenza. Questa settimana vi proponiamo invece il pensiero di Marco Gualtieri, fondatore di TicketOne e di Seed and Chips, promotore di un DopoExpo vincente, con obiettivi ambiziosi.

Per Gualtieri il futuro di Expo2015 è un punto di svolta a livello globale nel mondo e reputa il lavoro svolto durante Expo fondamentale in quanto porterà cambiamenti a livello politico e di sistemi economici, soprattutto nel campo del food. I temi che sono stati sollevati sono importanti e concreti, e portano i politici inevitabilmente a riflettere concretamente riguardo a grandi tematiche mondiali, come la fame del mondo.

Expo2015 e di conseguenza il DopoExpo saranno un focus anche per i prossimi mesi. Sarebbe interessante – secondo Gualtieri – creare ogni settimana degli eventi e delle iniziative sul mondo del cibo, dando vita ad un magnete per cui i grandi osservatori siano interessati alle discussioni, promuovendo innovazione e nuove tecnologie.

Le dichiarazioni di Renzi  [ fatte dal Premier per dar vita ad un nuovo progetto, che prevederà la costruzione di un Polo d’eccellenza, basato sulla tecnologia e scienza, ndr ] vengono percepite come un’azione positiva: è stata posta un’asticella alta, che prevede la trasformazione di un sito in un polo di ricerca e di innovazione, si tratta di una scintilla, che ne potrebbe fra scatenare molte altre ancora“. L’unica negatività che il nostro interlocutore trova, è la mancanza di un focus all’interno del centro dell’innovazione, sulle tematiche del cibo. Perché, ad esempio, non creare un centro di ricerca mondiale sull’alimentazione e la sostenibilità? Un’altro problema, che viene riscontrato anche da noi, è la varietà di interpretazione della conferenza stampa del Premier Renzi: “i grandi giornali italiani hanno intitolato in maniera diversa e disparata gli articoli scritti finora, spostandosi quasi totalmente dal tema della nutrizione e della sostenibilità“.

L’innovazione per Gualtieri è il fondamento del DopoExpo, in quanto saranno possibili ulteriori progetti, non solo riguardanti i temi del food, ma anche molti altri, che in senso lato vengono colpiti automaticamente a questo grande cappello, come ad esempio l’ambiente, la salute e molti altri aspetti. Il DopoExpo viene visto come interesse nazionale. “Molte sono le strutture che si sono dette disponibili a prendere le redini del progetto, o quanto meno a volerne far parte. A partire dall’Università Luiss di Roma, che ha proposto un progetto di innovazione, creando una Food Valley. In Italia  vi sono diverse eccellenze che potrebbero essere valorizzate, magari anche ampliando gli orizzonti, inglobando settori che a primo acchito risultano poco interessanti, come l’industria aerospaziale, che al contrario è direttamente legata a queste tematiche, in quanto vicina ai progetti di innovazione del cibo.”

Oggi l’obiettivo dell’Italia è quello di dar vita a progetti in stretto collegamento con la tecnologia. Ovviamente il sito non può diventare operativo da un giorno all’altro, le tempistiche saranno lunghe, ma sarà necessario procedere in maniera graduale, sviluppando diverse tematiche“.

Il creatore di Seed and Chips è un futuro ottimista per definizione: il 2040 è un obiettivo importante, che ha al suo interno altre date da tener presente, ovvero il 2025, quando vi saranno circa 1 milione di persone in più nel mondo e nel 2050 quando questo numero si raddoppierà. Milano porterà grande successo a Dubai2020, grazie al lavoro che è stato svolto qui. Si vivrà probabilmente in un mondo sempre più connesso, e complesso grazie alle tecnologie che verranno utilizzate; queste ultime saranno fondamentali per il futuro che porteranno inevitabilmente ad un punto di svolta nel nostro paese e nel mondo.

di Francesca Mian

In copertina: China © Sergio Conti

 

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