FONDAZIONE AGNELLI: HEADQUARTER HIGH-TECH

Nell’ultimo decennio, le mobile apps hanno cambiato il modo in cui viviamo lo spazio urbano. Nella visione di Carlo Ratti Associati per la Fondazione Agnelli l’approccio bottom-up delle app si trasferiva allo spazio di lavoro. “Se il lavoro sta diventando sempre più digitale, per quale motivo dovremmo ancora andare in ufficio?”, chiede Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il MIT e fondatore dello studio Carlo Ratti Associati. “La risposta ha a che fare con un fattore fondamentale: i rapporti umani. L’idea centrale del nostro progetto per la Fondazione Agnelli è quella che integrando le tecnologie digitali nello spazio fisico possiamo andare a migliorare i modi in cui le persone interagiscono tra loro e abitano un certo spazio, e così facendo possiamo stimolare la creatività sul lavoro. Questa è la nostra idea di Ufficio 3.0: una visione che supera allo stesso tempo i limiti dell’ufficio pre-Internet e l’isolamento del lavoro seguito tutto in remoto”.

La visione dello studio è diventata ora realtà, grazie alla partnership con Siemens Italia, con il completamento del rinnovamento della storica sede in via Giacosa 38 a Torino: un edificio per uffici del XX secolo che si è trasformato in un’opera di architettura digitale responsiva e controllabile tramite app; un edificio che impara e che si sincronizza ai bisogni degli utenti.

In ogni stanza e corridoio dell’edificio sono posti dei sensori IoT che monitorano diverse serie di dati, come il numero di occupanti, la temperatura, la concentrazione di CO2 e lo stato delle sale riunione, e fanno agire di conseguenza il building management system: la piattaforma software di Siemens per la gestione dell’edificio, un software che controlla e supervisiona clima, luci, oscuranti, controllo accessi, TVCC, allarmistica, e prenotazione sale riunioni. Un sistema customizzabile dagli occupanti dell’edificio: una volta che l’utente imposta la propria temperatura preferita tramite app per smartphone, crea una sorta di “bolla climatica” che lo segue attraverso l’edificio. Il sistema di geo-localizzazione rileva e comunica in autonomia i dati di presenza e posizionamento, attivando automaticamente le relative risposte degli impianti dell’edificio.Quando gli occupanti lasciano la stanza, essa ritorna automaticamente in stand-by. La sincronia tra presenza umana e utilizzo di energia rende l’architettura sostenibile, riducendo i consumi del 40%.

Un’altra parola d’ordine è flessibilità: gli spazi di lavoro sono dotati di pareti di vetro mobili, di tende fonoassorbenti, di pannelli di legno pieghevoli che permettono di trasformare una grande stanza in spazi più piccoli e riservati, ognuno singolarmente personalizzabile con la propria bolla climatica. Questa è una caratteristica essenziale per l’edificio, che non è solo la sede della Fondazione Agnelli, ma accoglie anche uno spazio di coworking gestito da Talent Garden in cui hanno già trovato spazio una settantina di aziende e 350 innovatori (con un’area relax dotata di gigantesche reti abitabili sospese a nove metri da terra!), un FabLab, laboratori per studenti e un café.
C’è anche la possibilità di lavorare all’aperto, immersi nel vero e proprio green: tutto intorno all’edificio si trovano un frutteto e una serie di aree verdi progettate da Louis Benech.

Infine, essendo pur sempre sede della Fondazione, non manca l’arte, che celebra la creatività italiana e internazionale, anche nella struttura stessa dell’edificio: l’artista Olafur Eliasson ha creato appositamente “La congiuntura del tempo”, un’opera che collega le due parti dell’edificio.

6500 metri quadri di cultura e innovazione, una delle più ambiziose realizzazioni della visione di Carlo Ratti Associati di un’architettura “che sente e risponde”.
“Non bisogna avere paura del nuovo” dice il vicepresidente John Elkann battezzando il quartier generale “uno degli edifici più innovativi, se non il più innovativo al mondo”.

In copertina: rendering dello studio Carlo Ratti Associati della nuova sede della Fondazione Agnelli © https://goo.gl/ymQPqP

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