Ecco come pagare i parcheggi da smartphone

Pagare parcheggi in modo smart, senza dover ricorrere a monetine o “grattini”, si può e i sistemi per farlo sono già attivi e funzionanti. In un paio di anni il ventaglio delle città in cui è possibile pagare i parcheggi pubblici attraverso un’applicazione per smartphone si è significativamente ampliato così come quello delle app stesse disponibili: Easypark, Parkappy, Mycicero, per citarne alcune, permettono una gestione comoda e funzionale del pagamento dei parcheggi blu. Si imposta la durata della sosta e poi si paga attraverso carta di credito. La sosta dura più tempo, o meno tempo del previsto? Si possono risparmiare i soldi della multa oppure che verrebbero “sprecati” semplicemente anticipando o posticipando il termine impostato.

Ecco i passi da fare per cominciare ad usarle.

Step 1: scegliere l’app giusta
Ogni comune può decidere di sviluppare convenzioni con una o più società che forniscono app per gestire i pagamenti della sosta. Quindi, per prima cosa, dovete sapere quale sia la app che permette di farlo sul territorio che vi interessa.
> Informarsi presso il comune;
oppure:
> Controllare quali città hanno attivato le convenzioni direttamente dalle pagine dei siti delle diverse applicazioni  (i più famosi e usato sono Easypark, myCicero, ParkAppy, TelepassPyng, Sostafacile e Phonzie)

Step 2: scaricare la app
Scaricare sul proprio smartphone la app giusta e registratevi. Alcuni sistemi prevedono di inserire preventivamente un numero di carta di credito; altri lo chiederanno al momento effettivo del pagamento.

Step 3: dichiarare esplicitamente l’applicazione usata
Prima di iniziare a utilizzare il servizio è necessario applicarlo in modo inamovibile e ben visibile verso l’esterno sul parabrezza del veicolo il tagliando che identifica il gestore che si intende utilizzare (che solitamente viene inviato fisicamente a casa dell’utente dall’azienda). Alcuni comuni, durante l’attesa, danno la possibilità di creare e applicare sul vetro della macchina un foglio scritto a mano, purché sia posizionato in un punto in cui il vigile urbano possa vederlo senza difficoltà.

Step 4: trovare fisicamente un parcheggio
Potrebbe a questo punto sembrare lo step più complicato ma sono già state create delle app che, basandosi sul concetto della social cooperation permettono di sapere dove ci sono parcheggi liberi: ogni utente segnala alla community il luogo dove lascerà tra qualche minuto un posto libero per il parcheggio e così l’app invia i dati ad un algoritmo che comunica la posizione a coloro che stanno cercando parcheggio nelle vicinanze. A Milano è già attiva Parktag ma dal 1 febbraio 2017 le cose potrebbero cambiare anche a cominciare da Torino e Cuneo, le prime città in cui verrà sperimentata “The parKing”.

Step 5: effettuare il pagamento

Una volta trovato il parcheggio, basta cercare il codice dell’area di riferimento sui cartelli stradali, inserirlo nell’app insieme alla targa dell’auto e comunicare l’ora prevista di fine sosta, che potrà essere eventualmente modificata, sempre attraverso lo smartphone.

Insomma, basta monetine, parchimetri e bigliettini: non solo smartness e comodità, ma anche ecosostenibilità.

Giulia Cattoni

In copertina: Driving © Lindsy Carrasquillo

 

 

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